Giovedì diversamente magro

images-Giovedì grasso a scuola non si fa un tubo, e poi ci sono due giorni di vacanza.-si compiaceva IlPrincipe, pregustando il lungo weekend che lo attendeva.

-Giovedì grasso preparerò, come sempre, le frittelle di mele, e Donato, Diletta, Matteo, Beniamino, Teodoro, Dorotea e Adessobasta, con i loro nasi sporchi di zucchero a velo, sembreranno di nuovo piccini, anche se Donato ha già la patente…-pensava Tuttisuoi?, con un pizzico di nostalgia.

-Giovedì grasso, di solito, nessuno ha da ridire su come mi vesto…-rifletteva L’altrozio, guardando pensosamente la punta delle sue decollete rosa shocking.

-Giovedì grasso è il giorno in cui le strade si riempiono di quegli orribili coriandoli, che ad agosto te li ritrovi ancora in mezzo ai piedi, per come puliscono le strade da noi.- considerava Lastregdisopra, sbuffando.

-Giovedì grasso si può andare a scuola vestiti da Iron man!-aveva annunciato il “Che”alla Fulvia e a Cheddonna, festante.

A lui, in realtà, piaceva travestirsi ogni santo giorno, perché i bambini non aspettano Carnevale per essere se stessi.

Cheddonna pensava  che i grandi, invece, si travestono ogni giorno, indossando maschere intonate ai diversi contesti, perché essere se stessi non è un gioco da ragazzi.

Giusto una volta all’anno, forse, di giovedì grasso, appunto. Anzi, di giovedì “diversamente magro”, che fa più chic.

Haters #tornodivenerdì

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Da quando “q.b, manuale di cucina atomo-molecolare” era balzato in vetta alla classifica delle vendite dei libri di cucina, Cheddonna aveva ottenuto moltissime recensioni positive, qualche critica, e un discreto numero di tentativi di imitazione, persino da parte di alcuni insospettabili chef stellati.

La sua pagina Facebook

“Dal freezer alla padella senza passare dal via”

aveva avuto un’impennata di visite e condivisioni, e i numerosi commenti che riceveva ogni sua nuova ricetta avevano convinto Cheddonna che la cucina di sussistenza, o atomo-molecolare che dir si voglia, fosse ormai completamente sdoganata e pronta a divenire il nuovo trend gastronomico del futuro.

Poteva senz’altro ritenersi soddisfatta, pensava, fino al giorno in cui IlPrincipe le aveva fatto notare che, oggi, l’indice di popolarità di un personaggio è rappresentato dal numero dei suoi haters, cioè dei suoi denigratori, più che da quello dei suoi fan.

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Indovina chi viene a pranzo #tornodivenerdì

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alcune parole sono cliccabili e rimandano a post precedenti

Ma’, oggi pomeriggio viene una mia amica del classico che mi deve dare una mano a studiare Dante. Può restare a pranzo?- recitava il messaggio di Whatsapp de IlPrincipe.

Cheddonna, lì per lì, non aveva realizzato.- Amica del classico? Non mi pare di conoscerla…-pensava.- Ok.-gli aveva risposto, senza troppo entusiasmo, poi aveva ripreso ad occuparsi delle sue faccende.Più tardi, passando davanti alla camera de IlPrincipe, si era stupita di trovare la porta semi-aperta, e aveva gettato un’occhiata all’interno: tutto era in perfetto ordine, non un calzino per terra, nè una cartaccia vicino al cestino, che risultava completamente vuoto e pulito. La scrivania era stata spolverata, il letto rifatto e i libri allineati sulle mensole.

-Decisamente insolito.-pensava Cheddonna, che generalmente doveva fare lo slalom tra indumenti e oggetti gettati per terra alla rinfusa, quando entrava nella camera de IlPrincipe. Poi un pensiero si era fatto largo nella sua mente, come una folgorazione:-Che la misteriosa invitata sia la ragazza dei fiori? Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima?- e, senza perdere altro tempo, era scesa alla gastronomia sotto casa ad acquistare l’occorrente per un perfetto pranzo gourmet”simil-home made”, che avrebbe spacciato come farina del suo sacco.

Alle 13.30, dopo la scuola, IlPrincipe aveva aperto la porta di casa e aveva invitato a entrare la sua ospite, presentandola a Cheddonna.

-E’ lei, non mi sbagliavo!-pensava tra sé Cheddonna,-ammirando la graziosa figura che le stringeva la mano.

-Ma’, ti ricordi di lei? E’ la vincitrice della scorsa edizione di “Students’ got talent”, il talent show dei licei cittadini, eravamo in classe insieme alla scuola primaria…-

Cheddonna era impallidita. Davanti a lei cominciavano a scorrere, come quadri di Andy Warhol,  immagini del passato che avevano come protagonista la bionda fanciulla che le stava dinnanzi: merendine al cioccolato, patatine tagliate con coltello e forchetta, dolci melodie che si trasformavano in sordi brontolii e il suono, lacerante, di un rutto degno di Homer Simpson. Certo che si ricordava di lei.

-Tr…Troglodì, sei proprio tu? Che piacere rivederti, dopo tanti anni…-

Sanremood

 

Oggi non è venerdì, lo so, ma eccezionalmente questa settimana i racconti di Cheddonna saranno due, in occasione del festival di Sanremo.Ci vediamo tra due giorni con #tornodivenerdì

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-Non so voi, ma io non ne posso più di tutte queste notizie su Sanremo…-aveva esordito la Fulvia, prima che la riunione settimanale del M.A.M.A. avesse inizio.-Con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, poi…-

-Io, invece di seguire il Festival, ho deciso  di  riguardarmi l’intero ciclo “Commedie e proverbi” di Rohmer.-aveva annunciato Cheddolce, con nonchalance- Ieri, ad esempio, ho guardato “Il raggio verde”, un ca-po-la-vo-ro!-

– Ma se quando l’abbiamo visto la prima volta al  cinema ti  sei addormentata dopo i primi venti minuti perché dicevi che era di una noia mortale?-pensava tra sé Cheddonna, sogghignando.

-Io, invece, ho spento la T.V. e ho iniziato a leggere l’ “Ulisse di Joyce”… e l’ho quasi finito.-aveva dichiarato Laluisa, con aria competente.-

-Immagino in che modo: saltando dalla prima pagina direttamente all’ultima!-aveva chiosato, sempre tra sé, Cheddonna, che non aveva mai visto Laluisa cimentarsi con qualcosa di più impegnativo  di una rivista di arredamento.

-Noi la televisione non ce l’abbiamo  proprio!-aveva esclamato Lastregadisopra, calando il carico pesante.

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Travestimenti e Tulipani- #tornodivenerdì

Attenzione:alcune parole sono linkabili e rimandano a post precedenti 🙂downloadIl pomeriggio seguente, quando IlPrincipe era uscito per recarsi in centro, Cheddonna aveva indossato uno dei  travestimenti da 007 che era solita usare per pedinarlo quando usciva con Laurah, e l’aveva seguito a poca distanza.

Dopo aver percorso un tratto di strada, specchiandosi nervosamente nelle vetrine e ravviandosi di continuo il ciuffo, IlPrincipe era entrato da un fioraio, e ne era uscito con un bouquet di tulipani rosa.

-Che tesoro!- pensava Cheddonna tra sé,-Ha voluto fare un regalo alla sua mamma. Fingerò di essere sorpresa, quando me lo darà!-e, con le lacrime agli occhi, Cheddonna aveva girato i tacchi, intenzionata a farsi trovare a casa, quando IlPrincipe sarebbe tornato.

Ma, proprio in quell’istante, con la coda dell’occhio aveva visto arrivare, dall’altro lato della strada, una figura che le era in qualche modo familiare, anche se non avrebbe saputo dire dove l’avesse già vista.

Era una ragazza della stessa età de IlPrincipe, bionda e dagli incredibili occhi color pervinca, leggiadra e avvenente come una principessa delle fiabe.

Quest’ultimo, nel vederla arrivare, aveva affrettato il passo per andarle incontro e le aveva porto galantemente il mazzo di fiori che teneva dietro la schiena.

L’eterea creatura gli aveva rivolto un sorriso che aveva messo in risalto i suoi lineamenti delicati, facendo ondeggiare, come in un film al rallentatore, i biondi capelli.

Cheddonna sembrava perfino di sentire, in sottofondo, la colonna sonora di “Love boat“e non aveva potuto fare a meno di sussurrare un “Ooooh!”, che era insieme di meraviglia e di delusione per l’aver scoperto di non essere lei la destinataria di quei fiori.

Recensione di Antonio Borghesi su “Le farfalle sotto l’arco di Tito”

Sapete quando terminate un libro, vi è piaciuto e vi viene quella voglia irrefrenabile di farlo sapere agli amici: ecco!

Reduce da una lettura “pesante”, ho pensato bene di rinfrescarmi con “Le farfalle sotto l’arco di Tito” di Chiara Pesenti, edito da XY.IT, e ho fatto bene. Devo dire che andavo a colpo sicuro. Di Chiara avevo già letto “Il mondo di Cheddonna”, edito da Arpeggio Libero, rimanendo ben predisposto a un seguito (sequel, direbbe Cheddonna) nella narrazione delle “banali” giornate dell’affascinante protagonista e delle altrettanto interessanti persone che la circondano: MioMarito, IlPrincipe, NonnaNenna, La Fulvia, Loziovescovo, Lastregadisopra e… tutti gli altri, compreso Gaetanoo, il grosso bastardo nero di razza canina.
Chiara tratteggia per ciascuno di loro pregi e difetti, con un’ironia e umore, che te li fanno amare per forza, anche se qualche volta il difetto prevale sul pregio. Non c’è solo ironia nei vari racconti ma uno spaccato del mondo quotidiano nel quale, ognuno di noi, può facilmente ritrovarsi senza però sentirsi giudicato.
Durante la scorrevolissima lettura ci si accorgerà di quanta saggezza si nasconde dietro i commenti di NonnaNenna e le conclusioni di Cheddonna. Il libro è bello anche per questo.
Ma non solo.
Io, personalmente ho scoperto d’essere un cuoco sopraffino, precursore come Cheddonna, di una cucina, non convenzionale ma molto moderna, che lei descrive con molta passione. Lei però è stata molto più brava di me che faccio tutto d’istinto, includendo, al termine del libro, perfino le proprie ricette che permetteranno, a ognuno di noi, d’avere una traccia sicura da seguire nella preparazione dei nostri piatti. Senza svelarvi alcun segreto, tengo però a segnalarvi quella della “Caprese”, sulla quale non credo ci sia nessuno che abbia niente da ridire, nemmeno nella sua enunciazione: “Cerco il sole tutto l’anno”.
Buona lettura ma anche Buon appetito.