L’organizzazione è tutto (anche a Natale!)

tannenbaum– Oggi, come vuole la tradizione, faremo l’albero e il presepe, che fanno tanto Natale!-pensava Cheddonna, pregustando la magia dell’attesa che l’addobbare la casa riusciva sempre a infonderle.

-Uff!Ecco, cara!- aveva esclamato Miomarito, poggiando a terra, con evidente sollievo, uno scatolone dall’aria pesante che aveva portato su dalla cantina. Dietro di lui IlPrincipe, con un’ altra scatola, più piccola, e l’aria di chi è stato condannato ai lavori socialmente utili.

-Fatto, ma’. Adesso devo proprio uscire: Fighippo e gli altri mi stanno aspettando. – e, con mossa fulminea, aveva contemporaneamente indossato il piumino e imboccato l’uscita.

-Se qui è tutto a posto vado a finire di scrivere quella mail di lavoro…-aveva aggiunto Miomarito, dileguandosi con la stessa rapidità.

-NonnaNenna non c’è, perciò dovrò occuparmi di tutto io, come al solito!- pensava Cheddonna, sbuffando.Poi, con fare deciso, aveva impugnato le forbici e aveva cominciato ad aprire gli scatoloni, dai quali erano usciti, rispettivamente: un enorme albero di Natale decorato di tutto punto, luci e palline compresi, e un presepe  napoletano con le statuine incollate.

Cheddonna aveva estratto da un cassetto del bagno il phon e in pochi minuti aveva ravvivato albero e presepe, riportandoli al loro splendore originario.

Poi, sedutasi sul divano, aveva contemplato il frutto del suo lavoro. -Assolutamente perfetto! Lo dico sempre, io, che, nella vita, l’organizzazione è tutto!-

 

 

Fra un mese è santo Stefano

Il mondo di Cheddonna

“Ma ci pensi? Fra meno di un  mese è Natale.Quest’anno prepareremo insieme l’albero e i biscotti allo zenzero e Unozio si travestirà da Babbo Natale e li mangerà di nascosto, non è meraviglioso?” le aveva detto la Fulvia, tutta elettrizzata, immaginando gli occhi del “Che” davanti al mucchio dei regali da aprire, la mattina del 25 dicembre.

Cheddonna pensava alle decorazioni che facevano tanto Natale, quando le tirava fuori dagli scatoloni, ma che già il ventisei dicembre avrebbe voluto impacchettare di nuovo, perchè  le mettevano malinconia;  ai tanti regali che avrebbe dovuto e ai pochissimi che avrebbe voluto  veramente comprare, e  ricevere; all’inguardabile maglione norvegese con le renne, regalo di Miasuocera,  che Miomarito indossava, per tradizione, ad ogni pranzo di Natale, a IlPrincipe che spariva in camera sua subito dopo il panettone.
Pensava che aveva sempre odiato la  frase “a Natale siamo tutti più  buoni”; lei, a Natale, era più cattiva del solito…

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Cheddonna’s thanksgiving day (Instant tale)

-Scommetto che ti sei dimenticata che oggi è il Thanksgiving day!-le aveva detto  la Fulvia, che adorava da sempre le tradizioni made in U.S.A.-Io ho preparato il tacchino e questa sera lo mangeremo tutti insieme, per festeggiare il giorno del ringraziamento, anche se quest’anno l’America non è che abbia molto da ringraziare, in effetti…-

downloadCheddonna le aveva rivolto uno sguardo obliquo, arricciando le labbra in una smorfia.

-Tsè, certo che me lo ricordo, cosa credi? Anch’io ho comprato il tacchino, per stasera…-aveva risposto, sulle difensive.

-Ah sì? E come l’hai cucinato? Al forno, con le patate…-

-No, l’ho comprato già pronto, in una pratica confezione sottovuoto.-

tacc

La Fulvia era scoppiata a ridere. -Ah, certo, certo.Poi lo scaldi al microonde, e…-

Cheddonna l’aveva guardata, serissima.

-Ma no, freddo è buonissimo. Dovresti provarlo, oltre tutto ha solo il 2 % di grassi!-

-Cheddonna è unica: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla!-pensava la Fulvia, ridendo tra sé e sé.

 

Ma come ti esprimi?

carla-Adesso che ci penso, dottoressa, credo che tutto sia cominciato in quinta elementare, quando la mia maestra…-aveva esordito Cheddonna, nella seduta successiva.

-Mi parli di lei.-l’aveva incoraggiata la dottoressa Sakkama-Ria, versando il tè con i gesti lenti e rituali delle donne orientali e disponendo su un piattino dei cantucci alle mandorle.

Cheddonna aveva socchiuso gli occhi e, riandando con la memoria a quei giorni lontani, aveva cominciato a raccontare in maniera così vivida che alla dottoressa sembrava di essere lì con lei …

………………………………………………………………………………………………………………….-Buongiorno, bambini!-aveva trillato Lamaestrinadallapennarossoblù, sedendosi alla cattedra, posta su una pedana rialzata.Sul viso, contornato da boccoli biondi che avrebbero fatto invidia a un putto serpottiano, era dipinta un’espressione estatica, accentuata dal frequente battito delle lunghe ciglia. Le mani, affusolate e bianchissime, erano giunte sotto il mento, a suggerire l’importanza del momento.

-Ho corretto il dettato di ortografia: un vero disastro! -aveva detto, accentuando drammaticamente l’ultima parola, mentre una ruga diritta come un punto esclamativo si stagliava sulla sua fronte pallida. Continua a leggere “Ma come ti esprimi?”

“Le farfalle sotto l’arco di Tito”-acquisti

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