Dodici centimetri sopra la terra

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto, e molti di noi provano a realizzarlo, ma non tutti ci riescono, ecco perché i cassetti, di solito, non sono mai abbastanza, in una casa. Se poi il sogno in questione è scrivere un libro di ricette “di sussistenza” quando i più grandi chef sgomitano per pubblicare il loro, be’, può diventare un’impresa quasi impossibile. Ma non se ti chiami Cheddonna, sei una pessima cuoca ma una gran maestra nell’arte dello scongelamento a regola d’arte e dell’assemblaggio creativo di pietanze preconfezionate, e, dall’alto dei dodici centimetri dei tuoi tacchi d’ordinanza, riesci a vedere perfettamente la meta che vuoi raggiungere.E, nel frattempo, ti occupi del M.A.M.A.gruppo di auto aiuto per mamme apprensive, ospiti in casa una nonna ultranovantenne senza peli sulla lingua, ti occupi di un marito cronicamente disordinato e di un figlio adolescente che si esprime principalmente con grugniti e monosillabi.Nel libro, che copre un arco temporale dicirca due anni, Cheddonna incontra e si scontra con il variopinto mondo dell’editoria e con i personaggi, spesso grotteschi, che lo popolano, come l’editrice Gina Brancaleone e i suoi cinquecento improbabili autori, o l’editor analfabeta di ritorno Manzoni Sandro. Il grande poeta Carducci sosteneva che non si possono cercare farfalle sotto l’arco di Tito, che non si possono mescolare tra loro argomenti seri e leggeri, sacro e profano.

Io, invece, penso che l’ironia ci dia la grande libertà di fare proprio questo, di far sorridere e pensare allo stesso tempo. Avete mai provato a osservare il mondo intorno a voi, con i suoi problemi e le sue contraddizioni, stando dodici centimetri più in alto della vostra solita prospettiva? Per Cheddonna è normale, volete provarci anche voi?