Rolling stones


(Qualche anno prima…)
“Ti ho detto di andartene, hai capitooooooo? Prendi la tua roba e vattene da questa casa,  !!! !!!!! !!!!!!!!!!!!”
La voce di Lastregadisopra, a tratti smozzicata, a tratti forte e chiara filtrava, attraverso il soffitto, dall’appartamento soprastante quello di Cheddonna, invadendo, in un crescendo d’intensità e violenza, il silenzio della sera appena cominciata.
“Cosa sta succedendo?” domandò allarmata Cheddonna, che rientrava in quel momento dal corso di acquagym, “a Miomarito, che, abbassato l’audio del televisore, cercava di darsi ragione di tutto quel trambusto.
“Secondo te ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?”rispose l’uomo, tornando al dibattito televisivo che stava seguendo.
“Spegni immediatamente quel televisore, non sento nulla!” sibilò Cheddonna, che non riusciva a distinguere le parole sempre più minacciose che venivano scagliate sopra la sua testa, un piano più su.
“Hai capito o no? !!! !!!!! !!!!!!!!!!!!”! non voglio vederti mai più, brutto  …..!!!
“Accidenti, che roba! Ma cosa sarà successo? Non ho mai sentito quei due litigare in questo modo in tanti anni che abitiamo qui! “disse Cheddonna , come a cercare l’appoggio di Miomarito.
“Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni…”provò a commentare Miomarito.
”Saresti certamente uscito, magari per andare a trovare Erasmo, e  ti saresti perso tutto questo…Lo sai che in questo palazzo non succede mai nulla!”lo rimproverò Cheddonna, rimettendosi in ascolto.
Dopo una serie ripetuta di tonfi e trascinamenti, di porte sbattute e di piatti in frantumi, la porta dell’attico si spalancò, rigurgitando i suoni prima compressi  e celati tra le pareti, che rotolarono come pietre per le scale, insieme alle valigie di Quelverme, il marito di Lastregadisopra.
“Vattene da quella           di una rovina famiglie, e dimenticati di avere una figlia!” furono le ultime parole che Lastregadisopra rivolse al suo futuro ex-marito, prima di sbattergli la porta in faccia.
Cheddonna, dietro la porta di casa, seguiva la scena dallo spioncino, col fiato sospeso e mille domande in testa. “Chi l’avrebbe mai detto”mormorò tra sé “Una coppia così unita, il ritratto della felicità…Da non credere!”
Restò in ascolto ancora qualche minuto, ma il silenzio che era sceso nell’appartamento sovrastante era quasi irreale.
Si sarebbe aspettata di sentire almeno la voce di Tuttasuopadre, la figlia di Lastregadisopra, che dormiva nella sua cameretta, ma forse, per fortuna, non si era svegliata. Anche IlPrincipe continuava a dormire.
Del resto ormai tutti, nel palazzo, dormivano, o fingevano di farlo.
Solo L’inquietantevicinodicasa, che condivideva il pianerottolo con la famiglia di Cheddonna, si era affacciato sull’uscio.
Quando Cheddonna, che non si era mai allontanata dallo spioncino, lo vide uscire, col naso in su a cercare di cogliere ogni possibile sviluppo dello spettacolo appena terminato, si ritrasse immediatamente, rossa in volto, come se fosse stata lei stessa sorpresa a spiare.
“Beh, si è fatto tardi.” Mormorò confusa. “Sarà meglio andare a dormire.”  Ma, quella notte, per quanti sforzi facesse, non riuscì a chiudere occhio:

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