La scighera


A Cheddonna non era mai piaciuta la nebbia:  l’aria carica di umidità le arricciava  irrimediabilmente i capelli appena stirati,  vanificando il lavoro del parrucchiere, e questo era già di per sé piuttosto seccante. Come se non bastasse la nebbia, naturale nemica degli automobilisti, costituiva un serio impedimento alle sue quotidiane sessioni di shopping. Infine   la scighera, come diceva Nonnanenna, con il suo manto incolore, rendeva simili tutte le cose, trasformandole in un paesaggio senza contorni, irreale e anonimo, nel quale perfino lei correva il rischio di passare inosservata. Proprio per questo, quel pomeriggio, aveva deciso di indossare il suo nuovo cappotto arancione, il colore dell’autunno -inverno 2011,  che le garantiva visibilità nel raggio di quindici metri anche in condizioni estreme.
Passando  accanto al cancello intravide un’ombra furtiva che sgattaiolava nel vicino locale pattumiere con un enorme sacchetto dell’umido e, celata dalla fitta coltre di nebbia, lo gettava nel bidone della raccolta indifferenziata. Nascosta dietro un pilastro Cheddonna non potè  fare a meno di sussultare nell’accorgersi che si trattava di Lastregadisopra,  sua vicina  e fiera sostenitrice, nell’ultima riunione condominiale, dell’importanza di una scrupolosa raccolta differenziata.
Ancora incredula per la recente, sconvolgente scoperta, Cheddonna non si era accorta che, a qualche metro di distanza, Laluisa, la vicina del secondo piano, stava portando il  cane a fare la sua consueta passeggiata igienica.
Realizzò ben presto, sollevando inorridita il tacco 12 dei suoi stivali nuovi, che quella volta, protetta dall’invisibilità, Laluisa doveva aver deciso di non fare uso di paletta e sacchettino.
Cheddonna era furibonda per l’accaduto, ma  trovandosi nell’impossibilità di additare con certezza il responsabile del danno subito, decise di continuare per la sua strada.
 Ad un tratto udì un bisbiglio, poi delle figure dai contorni imprecisi le si avvicinarono dicendo a mezza voce: “Buonasera, signora. Siamo del Komitato ‘ Amici dei poveri delfini disadattati’. Stiamo facendo una raccolta firme. Vuole partecipare anche lei?”
Cheddonna declinò l’invito e un attimo dopo le strane figure velate erano come dissolte.  Si incamminò verso casa pensando che per quel giorno, nonostante la nebbia si tagliasse con il coltello, aveva visto abbastanza…o fin troppo.

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