Ci sono donne che nascono con dentro la nostalgia per una città in cui sono state almeno una volta, magari di sfuggita, magari dirette altrove. E’ come se la conoscessero da sempre, e tornarci fosse un po’ come tornare a casa.Per qualcuna è New York, per altre è Parigi. Per Cheddonna era Genova. Quando la vedeva venirle incontro dall’autostrada, con la sua periferia scalcinata, piena di vento e di panni stesi ad asciugare, e il porto ingombro di giganti di ferro, sentiva che, in un’altra vita, doveva essere stata per forza un corsaro, un mercante o un esploratore. E sentiva crescere dentro di sè il desiderio di correrle incontro, di salutarla come si fa con una vecchia amica. Di riempirsi gli occhi di tutto quell’azzurro che le gru e i cargo del porto riuscivano  a celare solo in parte. Non sapeva perchè e, di certo, non l’avrebbe mai confessato a nessuno.

“Hai visto? Non mi ha fatto lo scontrino!”disse la Fulvia a Cheddonna, uscendo dalla gelateria dove aveva appena comprato un gelato al piccolo Ernesto, detto“Che”.
“Adesso torno lì e gliene dico quattro.“ E, con piglio deciso, la Fulvia fece dietro-front e rientrò nel negozio, lasciando Cheddonna e il “Che” sul marciapiede di fronte.
Ne uscì poco dopo, con un’espressione trionfante e uno scontrino in mano.
“Non sopporto quelli che evadono il fisco credendosi furbi, mentre noi paghiamo le tasse anche per loro. Anche il dentista, l’altro giorno, non voleva farmi la fattura…Sai, la lista d’attesa all’ospedale era infinita, e ho dovuto fare una visita privata…”si giustificò.
“Hai ragione, cara, è vergognoso. E quelli che aprono conti off shore alle Cayman, per non pagare le tasse? La verità è che siamo un popolo di individualisti, che non sanno vedere al di là del proprio naso. E intanto la crisi avanza e, di questo passo, ci toccherà lasciare l’Italia e trasferirci in un paese con una maggiore coscienza sociale, dove tutti abbiano a cuore il buon funzionamento dello stato”convenne Cheddonna, accalorata.
Dopo aver salutato l’amica, Cheddonna si diresse al parcheggio e tolse velocemente il biglietto del parchimetro scaduto da due ore, lieta di aver scampato la multa ancora una volta.
Doveva ancora passare dalla banca a ritirare i contanti per pagare i lavori di ristrutturazione del suo bagno. Meglio non fare un bonifico, stavolta. Del resto Olaf, il muratore, le aveva promesso uno sconto del 30% sul costo dei lavori, e di questi tempi…

Cheddonna, la protagonista, una “splendida quarantenne”;
Miomarito e IlPrincipe, rispettivamente  marito  e figlio adolescente di Cheddonna;
Cheddolce, la sorella maggiore di Cheddonna, Giannicaro, il marito, Kikk@ e Pittibimbo, i loro figli;
La Fulvia, amica del cuore di Cheddonna e il “Che”, il bambino che ha avuto da Losplendido;
Il signor Dante e la signora Berenice, genitori di Cheddonna;
NonnaNenna, madre del signor Dante e della zia Marta;
Unozio, fratello di Miomarito, perdutamente innamorato della Fulvia;
Cheuomo, ex  fidanzato di Cheddonna;

Laluisa, suo marito Tizio, e i loro figli BimboX e Lillly,  e il cane Luigi, vicini di casa di Cheddonna;
Lastregadisopra, Quelverme e Tuttasuopadre, vicini di casa di Cheddonna;
Tuttisuoi? Anchemiei Donato, Diletta, Beniamino, Matteo, Teodoro, Dorotea e Adessobasta, la famiglia numerosa vicina di casa di Cheddonna;
L’inquietantevicinodicasa,  il misterioso vicino di casa di Cheddonna;
Ilsignormilani,  amante dei cani, più che delle persone, vicino di casa di Cheddonna;
Amir, l’amico musulmano di IlPrincipe;
Gaetano, il cane di Ilprincipe;
Erasmo Pisano, l’amico del cuore di Miomarito;
Lapieronza, la maestra d’asilo del “Che”;
Losplendido, ex compagno di scuola di Cheddonna e la Fulvia e padre del “Che”;
Loziovescovo, zio di Cheddonna;
Don Travet, l’ex segretario di Loziovescovo;
Le mamme del caffè.

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