Napolitime!


Dicono che chi ritorna da un viaggio nel continente nero soffra immancabilmente di una sorta di nostalgia chiamata “mal d’Africa”. A Cheddonna era successa la stessa cosa quando era stata a Napoli, qualche mese prima. Niente a che vedere con gli stereotipi tipo sole-mare-pizza e mandolino; lei a Napoli c’era arrivata in un giorno di pioggia, e nemmeno si vedeva il Vesuvio…

Eppure, tornata a casa sua, nel profondo e nemmeno più tanto nebbioso nord, la prendeva, nei momenti più impensabili, una strana malinconia. Come quando era al bar, e il cameriere le portava un caffè ormai tiepido, ritornando in fretta alle sue occupazioni. Dietro il bancone le appariva, per un istante, la faccia grassoccia e sorridente di Mario, il barista di Mergellina che diceva, scandalizzato:”Iiih! Che barbarie!O’ cafè freddo…senza nemmeno un bicchiere d’acqua!”con una delle sue buffe espressioni. Oppure quando toglieva dalla busta una mozzarella di plastica, e le veniva in mente Ciro, il compagno di università di Miomarito, che disquisiva per ore su quale fosse il modo corretto di tagliarla, per gustarla appieno. Le mancava quella parlata che avrebbe reso esilaranti perfino le previsioni del tempo, e che non mancava mai di metterla di buonumore, le mancavano la teatralità dei gesti e dei volti, le mancava il colore di quella città così solare e così buia, come i suoi sotterranei, pensava Cheddonna, aspettando che iniziasse la nuova stagione di “Un posto al sole”.

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