Cheddonna va in campagna


Quando, alla fine di settembre, Miomarito le aveva chiesto  se le sarebbe piaciuto trascorrere un week end in un agriturismo in Umbria, Cheddonna aveva accettato con entusiasmo, già pregustando due giorni di relax in uno splendido resort, immerso nel verde della campagna, tra dolci colline, filari di viti e ulivi secolari.
Lì, dalla finestra panoramica  della spa, avrebbe ammirato i colori della natura autunnale, godendosi un massaggio ayurvedico o un bagno di fieno; avrebbe osservato il volgere della stagione, con i suoi frutti tardivi: i cachi color del sole, le castagne brune, le noci e e le nocciole, gustando le prelibatezze dello chef…pensava, rapita.
“Ho dimenticato di dirti che si tratta di  un agriturismo ‘vecchia maniera’”aveva bisbigliato Miomarito, quando erano arrivati e il fattore li aveva accolti con gli stivali sporchi di fango, invitandoli a seguirlo nella vigna, dove avrebbero preso parte alla vendemmia. “Poi daremo da mangiare alle mucche e vangheremo la terra per la semina, per riscoprire insieme il piacere di stare a contatto con la natura.Infine mangeremo tutti insieme la polenta che mia moglie sta preparando” stava spiegando il fattore ai numerosi ospiti dell’agriturismo. Messa per un attimo da parte l’ira funesta che si era impadronita di lei, Cheddonna aveva fatto buon viso a cattivo gioco, pensando che in fondo anche il country può avere il suo lato chic, e che il tacco dodici può essere decisamente utile per arrivare ai grappoli più alti.

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