Ballarò (Cheddonna a Palermo parte seconda)


A Ballarò Cheddonna non aveva incontrato il Giova e nemmeno Crozza, e questo, doveva ammetterlo, le era un po’ dispiaciuto; non c’era  nemmeno traccia di tutti quei politici che affollavano abitualmente la trasmissione del martedì, e questo, invece, non le era dispiaciuto affatto.
In cambio aveva visto, dietro alle bancarelle della frutta e del pesce, un’ alternanza di facce bianche, nere e color caffè, in apparente armonia, intente a cercare di vendere  ai turisti strani cetrioli appuntiti, fichi d’india, radici, spezie profumate e  pesci dai nomi esotici,  come in un suk magrebino.
Cheddonna pensava che sì anche in quel mercato, come nello studio di Floris, c’erano rumore, voci accavallate, parole incomprensibili, storie di violenza e illegalità, ma almeno nessun venditore di aria fritta.

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