Galline in fuga (la gita del M.A.M.A.)


 All’ultima riunione del M.A.M.A., dal tema ” Adolescenza e cordone ombelicale : e se fosse ora di accorciarlo?” si era dibattuto a lungo sul tema della dipendenza delle madri nei confronti dei propri figli adolescenti. Dopo un’accesa discussione, Cheddonna aveva avanzato la proposta-choc di organizzare una gita che permettesse loro di  provare a restare lontane dai figli per un’intera giornata.
Dopo la prevedibile resistenza iniziale, l’idea era stata approvata all’unanimità e così, quel sabato mattina, dodici donne tra i quaranta e i cinquant’anni in assetto da gita erano partite alla volta del lago.
A mariti e figli avevano ovviamente detto di essere dirette al centro commerciale  “Shopping selvaggio” e di non aspettarle per pranzo.Tutte, però, avevano in seguito confessato di non essere riuscite a non lasciare loro almeno una teglia di lasagne “solo da scaldare”.
Il tempo si era messo al bello e la temperatura era gradevole, per essere il mese di novembre. Tutto procedeva per il meglio, e tra una chiacchiera e l’altra,  avevano trascorso una mezza giornata senza neanche nominare i loro figli.
A un tratto, però, Cheddonna si accorse che i cartelli segnaletici non corrispondevano affatto alla destinazione prescelta. “Temo che ci siamo perse” annunciò al resto dell’equipaggio. “Non vedo più le macchine della Titty e della Marty…Cheddolce, prova a chiamarle, io mi metto qui sull’angolo così se passano mi vedono” e così dicendo si diresse verso l’incrocio dove, poco prima, avevano svoltato.
Venti minuti e centinaia di macchine dopo, la Titty e la Marty erano finalmente arrivate, e  Cheddonna era tornata alla macchina, sotto lo sguardo lubrico di un paio di camionisti che avevano abbassato il finestrino per rivolgerle un greve apprezzamento, rimanendo però senza parole nel vedere tutte quelle donne insieme.
Davvero i tempi dovevano essere ben cambiati, se le signorine allegre adesso lavoravano in formazione calcistica, pensavano.
Restava, però, il problema di ritrovare la strada. “Qualcuna di voi ha portato la cartina?” si informò Cheddonna, che aveva un pessimo rapporto con il navigatore. “Io no” disse la Marty. “Credevo che ci avresti pensato tu” ribattè la Titty.
“Ma come diavolo si usa ‘sto gps?” gemette Lastregadisopra, premendo compulsivamente lo schermo del suo smartphone.
Nel silenzio generale un solo pensiero attraversò le menti di ciascuna di loro.
“Ah, se ci fossero qui i ragazzi!” sospirarono tutte quante all’unisono. “Loro sì che saprebbero come far funzionare questi aggeggi infernali!”

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