Viveva sul suo stesso pianerottolo da sempre, ma Cheddonna poteva contare sulla punta delle dita le volte in cui l’aveva incontrato. Le rare volte in cui era successo lui, voltandole le spalle, aveva borbottato un saluto frettoloso ed era scivolato via senza far rumore, lasciandole il dubbio di esserselo soltanto immaginato.

Di lui sapeva soltanto che aveva una certa età, qualche chilo di troppo e molto tempo libero. 
Dalla porta del suo appartamento arrivava costantemente il suono della televisione, che amava ascoltare a  volume altissimo. Gli piacevano i cartoni animati,  ma Cheddonna non aveva mai visto figli o nipoti fargli visita.Ogni tanto, da sotto la porta dell’appartamento de L’inquietantevicinodicasa, provenivano degli strani bagliori, simili a scintille, e qualche volta Cheddonna avrebbe giurato di aver udito scricchiolii, colpi di ascia e di martello e tonfi sinistri, come di qualcosa di pesante che cade per terra, ma aveva sempre preferito non farsi troppe domande, pensando che in giro c’è tanta gente bizzarra. La sera della vigilia di Natale, però, era successo qualcosa che non aveva potuto fingere di non vedere. Aveva notato che  la porta di fronte, solitamente sprangata, era  semiaperta.  Dall’appartamento provenivano  la voce profonda di un uomo, ed altre più acute, come  di bambini, che ridevano e si rincorrevano. Ad un certo punto, un tonfo e un grido,  seguito da uno scalpiccio e da una specie di bramito, la fecero sobbalzare. Le voci dei bambini erano cessate di colpo. Si udiva solo riecheggiare la risata de L’inquietantevicinodicasa.
Cos’era successo? Che ne era stato di quei bambini?
Doveva assolutamente entrare in quella casa e scoprirlo.Si fece coraggio e spinse la porta, brandendo la bottiglia di champagne che stava finendo di impacchettare. Dall’interno proveniva una luce intermittente, ipnotica.Un carillon ripeteva ossessivamente le note di “God rest you , merry gentlemen” . Dei bambini, nessuna traccia. Faceva freddo, perchè la finestra era aperta. Cheddonna si sporse, terrorizzata all’idea di quello che avrebbe potuto vedere, dieci metri più in basso.Non c’era nulla. 
Eppure Cheddonna era certa che, fino a qualche minuto prima, in quella casa ci fosse qualcuno, e  sicuramente non era uscito dalla porta. Tremante per il freddo e la paura, decise di chiudere la finestra, quando una luce, nel cielo di fronte a lei, attirò la sua attenzione. Le sembrò di vedere una  slitta, trainata da animali provvisti di corna che bramivano incessantemente,  e guidata da un vecchio vestito di rosso e da tre bambini con cappelli  e orecchie appuntite. Sentì un suono argentino di campanelli, e la profonda risata che aveva udito prima: “OH, OH,OH!”. Per un attimo rimase immobile, incapace di staccare gli occhi da quella visione eccezionale, poi si riscosse. “Ora vado a dormire” disse, rivolta a se stessa. “I preparativi per il Natale mi hanno davvero sfinita. Devo essere proprio stanca…del resto lo sanno tutti che Babbo Natale non esiste!”

Nelle settimane che precedevano il Natale, Cheddonna era solita dedicarsi a sessioni straordinarie di shopping, che risultavano impegnative perfino per una professionista come lei.
Fare code interminabili in negozi dalla temperatura tropicale, per poi tuffarsi  nelle strade ghiacciate infestate da folle oceaniche alla ricerca dei regali di Natale, per di più tenendosi in equilibrio sugli stivali tacco dodici, era una fatica che avrebbe stroncato perfino Ercole.
Quell’anno si era portata avanti, e aveva comprato tutti i regali già nel mese di novembre, ordinandoli comodamente da casa sul suo sito di acquisti on line preferito.
“Hai visto?” aveva chiesto a Miomarito, con un sorriso compiaciuto, indicando la pila di pacchi che aveva nascosto nello sgabuzzino perchè IlPrincipe non li trovasse prima di Natale.
“Un bel risparmio di tempo e denaro!” aveva risposto lui, con un sorriso indecifrabile.
“Niente più code, niente più corse frenetiche da un negozio all’altro” aveva aggiunto lei, un po’ meno convinta.
” E soprattutto… niente più shopping!”aveva concluso Miomarito, gongolante.
Già, non ci aveva pensato. Niente più shopping…
 Respinse con forza quel pensiero molesto, sforzandosi di rammentare se, per caso, non avesse dimenticato   di comprare qualche regalo, chessò, per il portiere, il postino, l’ex baby sitter…
Le venne in mente  che non aveva ancora pensato a Miasuocera, la madre di Miomarito.
Pensava che trovare il regalo adatto a lei non sarebbe stata un’impresa facile, ed avrebbe richiesto giorni  e giorni di ricerche, su e giù per le strade del centro, dentro e fuori dai negozi, tra la folla debordante dei giorni che precedono il Natale e pensava che, quasi quasi, Miasuocera cominciava a starle simpatica.

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