Il colloquio


La fila, nel corridoio del liceo artistico, era piuttosto lunga; evidentemente un gran numero di genitrici aveva deciso che non si poteva rimandare oltre il momento di affrontare uno dei più grandi spauracchi della vita di una quarantenne, dopo la prova costume: il colloquio con gli insegnanti.
Davanti alla porta della professoressa Tosi, che insegnava matematica nella classe di IlPrincipe, c’erano solo due mamme. Dopo i saluti di rito, la prima, mamma di una compagna di IlPrincipe, guardò Cheddonna negli occhi e, quasi bisbigliando, si rivolse a lei dicendo:”Pare che sia  cattivissima.Dicono che un anno, in prima, ne abbia bocciati otto!”
“Davvero?”si allarmò Cheddonna, mentre cercava di calcolare mentalmente la media dei voti del figlio. Effettivamente IlPrincipe in  matematica non era fortissimo, e presumibilmente nemmeno lei, se era vero che era già la terza volta che rifaceva il calcolo, con risultati sempre diversi. Nel frattempo la porta si era aperta,
e  la prima mamma, con un breve saluto, era entrata in punta di piedi nell’aula in cui si svolgeva il colloquio, per uscirne, poco dopo, con l’espressione allucinata di chi ha appena incontrato un extraterrestre.
L’altra, che aveva la figlia in terza e dunque doveva conoscere bene la Tosi, commentò a sua volta, prima di scivolare nella saletta: “Ha gli occhi di ghiaccio, e secondo me anche il cuore!”
Cheddonna era rimasta sola, col cuore che le batteva forte come prima di un esame, ed ebbe più di una volta la tentazione di filarsela, fingendo un impegno improvviso.Prima che potesse prendere qualunque decisione, però, la porta si aprì di nuovo, e la professoressa Tosi,  una donna di mezza età, asciutta e scattante, con un caschetto un po’ demodè, due occhi vivaci e i modi spicci di chi non è abituato a perdere tempo, la invitò a entrare.
“Buongiorno, professoressa sono la mamma di IlPrincipe…”disse Cheddonna, con un filo di voce.
“La prego, si accomodi ” le rispose la professoressa Tosi. “Mmm..Vediamo…”disse aprendo il registro che teneva davanti a  a sè.
Cheddonna recitava mentalmente il rosario dei voti:  quattro nella prima verifica dell’anno, poi un paio di cinque, un sette, due o tre sei meno…e aspettava in silenzio il verdetto.
“IlPrincipe ha avuto qualche insufficienza nelle prime verifiche, ma nulla che non si possa risolvere con qualche buon esercizio e un ripasso generale. Il primo quadrimestre della prima è duro per tutti, ma sono sicura che suo figlio recupererà presto, anche se probabilmente avrà l’insufficienza in pagella, per questo quadrimestre..Piuttosto, volevo chiederle: le sembra che sia contento della scuola che ha scelto?”
A Cheddonna questa domanda fece l’effetto di un balsamo; improvvisamente  non le importava più nulla dei voti. Decisamente questa prof.cominciava a piacerle.

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