Emozioni mondiali


Eh, sì! La partita Italia-Inghilterra, alla fine, non ce l’aveva fatta proprio a vederla. Non che non ci avesse provato, ma dopo il primo quarto d’ora Cheddonna aveva realizzato che non sarebbe mai arrivata sveglia al novantesimo minuto. Ma questa volta la partita iniziava alle diciotto, perciò Cheddonna aveva invitato gli amici per vederla insieme a loro. C’erano Unozio, il fratello minore di Miomarito, e la Fulvia, sua compagna da quasi un anno, ormai. C’era anche il piccolo Ernesto, detto il “Che”, il bambino che la Fulvia aveva avuto da Losplendido, prima che lui partisse per il Brasile, quasi cinque anni prima.
Unozio era innamorato della Fulvia fin da quando, vent’anni prima, erano entrambi stati testimoni alle nozze di Cheddonna e Miomarito, ma lei non se n’era mai accorta e aveva continuato per la sua strada.
Un giorno lei aveva incontrato Losplendido,  che non vedeva dai tempi del liceo, e aveva capito che sarebbe diventato il padre dei suoi figli. Lui, invece, quando aveva capito che sarebbe diventato padre, le aveva detto che sarebbe partito per un po’, tanto per schiarirsi le idee, e si era trasferito in Brasile. Da allora non si erano più rivisti, e la Fulvia pensava che, dopo tutto, forse era meglio così.
 Alla fine del primo tempo, mentre i cronisti commentavano le azioni degli azzurri, la regia aveva cominciato a trasmettere le immagini degli spettatori, inquadrando volti dipinti di azzurro o di rosso e blu, i colori della Costa Rica, ragazze in bikini, gruppi di uomini sovrappeso a torso nudo.  Miomarito e Unozio erano in cucina, impegnati a commentare il risultato del primo tempo e a fare pronostici.
A un tratto la Fulvia aveva lanciato un grido, e il bicchiere che teneva in mano le era caduto per terra. Cheddonna le si era avvicinata, preoccupata. Sullo schermo, tra due ragazze di colore che ballavano la samba c’era un uomo sulla quarantina, con  lo sguardo indolente e folti capelli castani, che gli ricadevano morbidamente ai lati di un viso praticamente perfetto.  Ogni tanto si ravviava il ciuffo con noncuranza, fingendo di ignorare la telecamera, dopo essersi assicurato che inquadrasse  il suo profilo migliore.
“Ma quello è…” aveva mormorato Cheddonna, portandosi una mano alla bocca.
“Losplendido, già…” aveva risposto la Fulvia, con un filo di voce.
“Chi è Losplendido?” aveva chiesto il “Che”, smettendo per un attimo di correre dietro a  Gaetano, il cane di Cheddonna.
La Fulvia sentiva che era arrivato il momento che, per quattro anni, aveva  sempre rimandato, per proteggere il “Che”, e anche un po’ se stessa: avrebbe parlato al “Che” di suo padre..

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