Padri allo specchio ( la riunione del P.A.P.A.)


Nell’aula scelta come sede per le riunioni del P.A.P.A, la voce di Miomarito risuonava forte e chiara, nel silenzio generale, nonostante il vetusto impianto di amplificazione non funzionasse dal 1978.
Per vincere l’emozione che lo prendeva ogni volta che doveva parlare in pubblico si era tolto gli occhiali, col risultato di vedere non molto di più di qualche ombra sfocata.
Poi si era schiarito la voce e aveva parlato per quasi un’ora della sua esperienza di padre troppo preso dal lavoro,  mentre la platea lo ascoltava in religioso silenzio.
“Noi padri anonimi perennemente assenti dobbiamo prendere atto della nostra dipendenza dal lavoro, che ci definisce più di quanto noi riusciamo a definire lei, dobbiamo riconoscere la nostra incapacità di ascoltare le richieste implicite dei nostri cari e soprattutto imparare a dedicare più tempo a loro, ma anche a noi stessi”.
Evidentemente il discorso di Miomarito aveva toccato corde assai profonde, negli animi degli spettatori, perchè, invece dell’applauso che si sarebbe aspettato di udire, in sala era calato un silenzio ancor più profondo .
Miomarito sentiva l’impellente bisogno di bere un sorso d’acqua, prima di rispondere alle domande del pubblico, e aveva di nuovo inforcato gli occhiali. Con una punta di delusione si era accorto che, sulle sedie di fronte a lui, non era rimasto che un solo spettatore.
Curioso: indossava un vestito blu proprio come il suo, e anche la cravatta era simile. Stava bevendo da una bottiglietta del tutto identica alla sua e ora “Etciù” starnutiva anche lui.
Miomarito si era chinato a prendere qualcosa dalla valigetta e anche l’uomo di fronte a lui l’aveva fatto.
Voleva consegnargli il programma dei prossimi incontri del P.A.P.A., e stringergli la mano, suggellando quella  sorta di fratellanza che, lo sentiva, ora li univa.
A  passo spedito Miomarito  si era diretto verso il punto in cui si trovava l’uomo, che a sua volta gli stava andando incontro con la mano tesa.
Poi Miomarito non aveva visto più nulla e, al posto del calore di una virile stretta di mano aveva sentito un forte dolore alla testa, e qualcosa di freddo sul viso.
 Lo specchio non si era incrinato, per fortuna, ma l’autostima di Miomarito e la sua determinazione un pochino sì.

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