Babbo Natale non esiste. Punto.


download.jpgDopo che, prima di Natale, aveva fatto irruzione in casa sua convinta di trovarsi sulla scena di un efferato crimine, aveva  trovato una  finestra spalancata e aveva assistito alla partenza di una strana slitta  trainata da renne volanti,  prontamente catalogata come allucinazione da stress pre-natalizio, Cheddonna non aveva più osato salutare L’inquietantevicinodicasa. Si vergognava troppo di quello che aveva immaginato di lui.
Inaspettatamente, un giorno,  era stato proprio lui a rompere il ghiaccio, incontrandola, per caso, sul pianerottolo.
“Buongiorno, signora Cheddonna ” aveva borbottato, guardandola per la prima volta negli occhi. Cheddonna, trasalendo, si era voltata, trovandosi di fronte un uomo con la barba bianca, gli occhi celesti e un’incipiente calvizie.
“B-buongiorno…Mi scusi, ma come fa a sapere il mio nome? Sui citofoni ci sono scritti solo i numeri degli interni…”
“OHOHOH…” L’inquietantevicinodicasa era scoppiato in una  sonora risata. “Io ti conosco da quando eri piccola così!”
Cheddonna era confusa; quell’uomo, L’inquietantevicinodicasa, viveva sì sul suo stesso pianerottolo da più di sedici anni, ma  certo non poteva dire di conoscerlo.
“Sì, hai ragione.Mi rendo conto che, in questi anni, devo esservi sembrato un po’ sfuggente…misterioso, per così dire!” aveva continuato lui, come leggendole nel pensiero.
“D’altra parte, capirai, col lavoro che faccio non posso permettere che la gente mi riconosca, così cerco di farmi vedere in giro il meno possibile, ma adesso che hai scoperto il mio segreto, entrando in casa mia, non devo più nascondermi da te. ”
Cheddonna ascoltava, ammutolita e come ipnotizzata da quelle parole.
“Tra novembre e dicembre, poi,  lavoro anche venti ore al giorno, per soddisfare tutte le richieste che ricevo, e addio, vita sociale! Nei mesi restanti, per svagarmi un po’, giro il mondo. Preferisco di gran lunga i paesi caldi: Sud America, Africa…Adoro il mare e le spiagge assolate!Pensa che ho preso anche il brevetto da sub! Ah, dimenticavo di presentarmi. Mi chiamo Antonio, Tony, per gli amici!”
Cheddonna ascoltava senza riuscire a pronunciare una sola parola. Davvero quell’uomo era colui che diceva di essere?
Dicono che chi crede a Babbo Natale riesce a percepire il tintinnio dei campanelli della sua slitta,  ed effettivamente era proprio il suono argentino di una campanella quello che Cheddonna stava sentendo, in quel momento.
“Forse…forse…”pensava.
“Oh, mi suona il cellulare. Scusa, ci vediamo presto!!”aveva detto L’inquietantevicinodicasa, sparendo dietro la porta di casa sua.
“Tutte fandonie!” aveva concluso Cheddonna ” Babbo Natale non esiste! Punto.”

 

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