L’integrazione


Quel giorno, alla riunione del M.A.M.A, c’era fermento. Tutte le mamme parlavano contemporaneamente, sovrapponendo voci e conversazioni.
Cheddonna cercava di mantenere l’ordine, fungendo da moderatrice del dibattito.
Al centro della sala la Titty, mamma della Sissy e della Ludo, era circondata da una folla che la incalzava di continuo, facendole domande e commentando ancor prima di aver ascoltato le risposte.
“Insomma, Titty, stai dicendo che  la maestra della Ludo ha organizzato una festa per la bambina disabile che c’è nella loro classe? ” aveva domandato.
“Sì,  è per favorire l’integrazione…sai, sta sempre nell’aula di sostegno con la sua insegnante e i compagni la vedono poco…”aveva risposto la Titty,
“Che brava!Com’è sensibile…” aveva commentato Cheddolce, asciugandosi una lacrimuccia.
“Hanno pensato di regalarle delle scarpe…e hanno raccolto 200 euro!”aveva aggiunto sottovoce  la Titty, circospetta.
“Cooosa? Duecento euro per un paio di scarpe?” aveva esclamato Cheddonna, paonazza. “Sì…mi rendo conto che duecento euro, di questi tempi, poi… ma è per farla sentire uguale alle altre…” si era giustificata la Titty.
Intorno era calato improvvisamente il silenzio.
“Ma come si fa, dico io!” disse Cheddonna scrollando  la testa incredula, “a pensare di fare integrazione spendendo solo  duecento euro per un paio di scarpe!”

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