Essere Cheddonna


Certe volte, quando si guardava allo specchio, la mattina appena alzata, Cheddonna pensava che non fosse per niente facile.
Essere Cheddonna, voglio dire. La luce cruda del bagno sembrava fatta apposta per sottolineare ogni singola borsa, segno o ruga lasciata dalla notte appena trascorsa. Per non parlare dei capelli, appiattiti o sparati in qualche improbabile acconciatura a seconda della posizione assunta nel sonno.E il capello bianco che solo la sera prima non c’era? E il colorito spento dell’inverno?
Cheddonna pensava che ci volesse un gran coraggio per affrontare, appena svegli, la realtà.
Dopo l’imprescindibile caffè, che aveva il potere di infonderle l’energia necessaria per innescare in lei la modalità “Cheddonna”, aveva inizio la trasformazione.
Dopo un’ora di preparativi, di trattamenti anti-age e di trucco e parrucco, Cheddonna usciva dal bagno visibilmente trasformata, ma non ancora soddisfatta.
Solo dopo essere stata da Fr@nko, il suo parrucchiere-guru, e al centro estetico per una lampada al viso “giusto per dare quel po’ di colore che in inverno ci vuole”, poteva rilassarsi un po’, ma solo per il tempo di un altro caffè, magari in compagnia di qualche amica del M.A.M.A e poi, via di nuovo, nella pazza gimkana degli impegni d’ogni giorno.
Le riunioni del M.A.M.A da organizzare, appunto, ma anche quelle della Onlus “Aiuta, ché il Ciel ti aiuta”, perché il volontariato è importante, come l’impegno sociale e politico, e dunque un flash mob di tanto in tanto, la partecipazione a qualche manifestazione, una bandiera arcobaleno da tenere appesa al chiodo, ma sempre a portata di mano…
E lo shopping, perché rimanere “sul pezzo”, in fatto di moda, è quasi un lavoro.
E poi la palestra, i massaggi, le passeggiate all’aria aperta chiacchierando nella lingua di Shakespeare con le “walkie-talkie mamas”, perché stare in mezzo alla natura rispolverando il proprio inglese è davvero cool”, e il corso di cucina, perché “non è mai troppo tardi”, come diceva NonnaNenna.
E  NonnaNenna, appunto, che sarebbe dovuta rimanere con lei per qualche settimana, dopo un infortunio, e viveva con lei da quasi sei anni. E Miomarito, col suo perenne disordine e il suo humour britannico, e IlPrincipe, coi suoi mille impegni,  e le sue centomila richieste.
“Eh, sì” pensava Cheddonna, mentre si struccava, la sera. “non è facile essere Cheddonna. Bisogna proprio esserci nate”.

3 pensieri riguardo “Essere Cheddonna

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