Sorellanza


“Il mio capo mi sta facendo mobbing.” era sbottata la Fulvia, durante una riunione del M.A.M.A ( movimento anonimo mamme apprensive) “Quando sono tornata al lavoro, dopo la nascita del “Che”, il mio posto era stato assegnato a un’altra, senza esperienza, ma soprattutto senza figli.”
“Certo gli uomini non le capiscono, queste cose” aveva commentato la Marty, mamma del Lolly.
“Eh, sì. Loro pensano solo al profitto, e non si preoccupano dei problemi di noi mamme” aveva aggiunto la Titty, mamma della Sissy.
“Ma non è un uomo! Si chiama Sandra, e lavorava con me nell’ufficio del nostro ex capo, prima che lui andasse in pensione. Non è mai stata una gran simpaticona, ma da quando è stata promossa è diventata insopportabile!”
“E le tue colleghe, cosa dicono?” si era informata Cheddolce, la sorella maggiore di Cheddonna.
“Il solito coro di lodi e complimenti per compiacerla, salvo poi giocare a freccette col suo didietro, che per inciso è di dimensioni assai ragguardevoli, non appena si volta”aveva risposto la Fulvia.
“Eh, già. Noi donne possiamo essere spietate, fra di noi” aveva aggiunto Lastregadisopra, che stava sicuramente pensando a Larovinafamiglie, quella che, anni addietro, le aveva portato via suo marito, Quelverme.
“Le nostre madri, ma anche noi, abbiamo parlato tanto di solidarietà femminile, di sorellanza, e adesso..” aveva aggiunto la Fulvia, sconsolata.
Cheddonna se ne stava in silenzio, riflettendo sulle parole dell’amica di sempre. Pensava alla freddezza con la quale alcune amiche di vecchia data avevano accolto la notizia che il suo libro di ricette “La cucina di sussistenza di Cheddonna” era stato pubblicato, o alla volta in cui, rappresentante di classe a capo di un drappello di madri inferocite con la professoressa di lettere, si era poi trovata completamente sola ad affrontarla.
Anche se, fin da bambina, aveva trovato assai più semplice stringere amicizia con i maschi, erano tante le donne con le quali si rapportava ogni giorno. Alcune le erano istintivamente simpatiche, per altre provava stima e ammirazione,  e con la maggior parte di loro condivideva quotidianamente spazi e idee, proprio come in quel momento, con le mamme del M.A.M.A.
Eppure, guardandosi intorno,in quella sala piena di donne dal volto sorridente e familiare, sentiva che solo su una di loro avrebbe potuto contare sempre, e non era certo sua sorella Cheddolce.

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