Cheddonna e il meccanico


Andare dal meccanico, per una donna, non è mai un’esperienza piacevole, perchè, ammettiamolo, i meccanici sono generalmente maschilisti, e  il loro motto preferito, peraltro piuttosto demodè, è da sempre “donna al volante, pericolo costante”.
Quello di Cheddonna, Anandooo, naturalmente non faceva eccezione. Quando le capitava di andarci per cambiare le gomme, o per fare il tagliando dell’X5, era sempre la stessa storia: il meccanico, che l’aveva vista entrare nell’officina, si nascondeva dietro il cofano dell’auto in riparazione, e potevano passare decine di minuti prima che si decidesse a darle retta.
Poi, quando finalmente si accingeva a occuparsi dell’auto di Cheddonna, le si rivolgeva borbottando parole incomprensibili, senza mai guardarla negli occhi. Niente di personale, si era detta lei, un giorno che era particolarmente demoralizzata, fa così con tutte. E’ proprio misogino, ecco tutto.
Le rare volte, infatti, che aveva dovuto accompagnare Miomarito in officina, si era trovata di fronte a una scena del tutto diversa. Vedendolo arrivare, Anandooo l’aveva salutato da lontano con ampi gesti della mano, scusandosi per la seppur minima attesa. Infatti, dopo meno di cinque minuti, era pronto ad ascoltare le richieste di Miomarito, sorridendo e parlando con lui come con un vecchio amico, incurante della presenza di Cheddonna. Va da sé che Cheddonna preferisse andare in officina il meno possibile.
Quella mattina, però, un guasto agli anabbaglianti l’aveva costretta a fermarsi per un controllo.
L’officina sembrava vuota e non si sentivano i soliti motori dei macchinari. Cheddonna si era guardata intorno, cercando di individuare dove si fosse nascosto il meccanico, questa volta.
Con sua grande meraviglia,  si era immediatamente materializzato davanti a lei un bell’uomo sui cinquant’anni, con gli occhi azzurri e la barba brizzolata che, sorridendo, si era presentato come il nuovo titolare dell’officina e, ascoltandola attentamente, le faceva cenno di aver capito il problema e di essere lì, per l’appunto, per risolverlo.
Cheddonna non credeva ai suoi occhi… Niente più attese infinite, niente più umilianti silenzi…
“Cara, cara!”l’aveva scossa dolcemente Miomarito, “Sorridevi nel sonno, dimmi, stavi facendo un bel sogno?”

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