Il concetto non cambia (II)


Dopo un mese di vane promesse (per lui) e cocenti disillusioni (per lei), Olaf si era finalmente presentato a casa di Cheddonna, armato di pennello e vernice, per colorare di rosso pompeiano l’orribile zoccolino marrone che aveva erroneamente posato sulla parete della sala.
La Fulvia, avvertita da Miomarito, era prontamente accorsa a prelevare Cheddonna da quella che, si presagiva nell’aria, sarebbe potuta presto diventare la scena di un delitto: quello di Olaf, appunto.
Quest’ultimo, con l’immancabile sigaretta a penzoloni all’angolo della bocca, sembrava non essersi nemmeno accorto dell’ira funesta della padrona di casa, e si era avviato lemme lemme verso la parete, seminando cenere e impronte lungo il corridoio su cui era  appena stata passata la cera.
Cheddonna era sull’orlo di una crisi di nervi; la Fulvia l’aveva presa dolcemente a braccetto.
“Vieni cara, un po’ d’aria ti farà bene!”
“Lo uccido!” aveva esclamato Cheddonna con voce strozzata e occhi iniettati di sangue, prima che la porta venisse richiusa alle sue spalle da una preoccupatissima NonnaNenna.
La sera, rincasando, Cheddonna aveva trovato la vecchina intenta a passare lo straccio sul pavimento del corridoio. Di Olaf, nessuna traccia, a parte l’odore pestilenziale delle sue sigarette, che aleggiava dappertutto, per la casa.
“Aspetta, non andare in sala!” aveva provato a gridarle NonnaNenna, cercando di impedirle l’accesso.”Là non sono ancora passata …”ma la voce di NonnaNenna era stata coperta dall’urlo di raccapriccio di Cheddonna.
Ora lo zoccolino era effettivamente dipinto di rosso, come la parete di fondo, ma anche il  prezioso parquet a lisca di pesce della sala era costellato di macchie di un bel rosso pompeiano, in pendant.
Digitando compulsivamente la tastiera del suo smartphone, Cheddonna aveva inviato a Olaf un messaggio”Si può sapere cosa diavolo ci fa dello smalto rosso sul MIO pavimento?”
“E’ tempera, signo'”aveva risposto lui, dopo minuti che le erano sembrati infiniti.
“Il concetto non cambia”avrebbe voluto scrivere Cheddonna, ma poi ci aveva rinunciato, tanto Olaf  non sarebbe cambiato lo stesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...