download“Quest’anno anche la classe del Lolly non ha un’aula in cui fare lezione, proprio come IlPrincipe l’anno scorso!” si era lamentata la Marty, alla prima riunione del M.A.M.A (movimento anonimo mamme apprensive) dell’anno scolastico appena cominciato.
“Eh, già, anche la Sissy continua a trasferirsi da un piano all’altro…” le aveva fatto eco la Titty.
“Il ‘Che’ ha iniziato quest’anno la prima elementare, e il primo giorno  le maestre hanno chiesto alle famiglie di portare dei rotoli di carta igienica, perché la scuola ne è sprovvista, vi sembra possibile?” aveva aggiunto la Fulvia, irritata.
Tutte le mamme presenti avevano scosso la testa, borbottando tra sé e sé.
“L’altro ieri la scuola di BimboX è stata chiusa perché è crollato un pezzo di intonaco in palestra…meno male che a quell’ora non c’era nessuno”aveva detto, infine, Laluisa, suscitando un boato di sdegno nell’uditorio.
Cheddonna aveva ascoltato in silenzio. Quell’anno la classe de IlPrincipe aveva un’aula tutta per sé, che i ragazzi e le loro famiglie avevano provveduto a imbiancare a loro spese durante le vacanze estive, e l’edificio scolastico, per quanto vetusto e piuttosto freddo, d’inverno, non dava segnali di imminente pericolo di crollo. Certo, ora che IlPrincipe aveva iniziato il triennio aveva cambiato la maggior parte dei docenti, e fin qui tutto normale. Solo che,  nelle due settimane appena trascorse, aveva già avuto due diversi insegnanti di inglese, e ben tre supplenti del supplente di matematica.
Ma era niente, in confronto a quello che aveva appena sentito.Tutto sommato poteva ritenersi fortunata. “Certo che se “la buona scuola si vede dal mattino”, sarà un lungo anno scolastico…”pensava.

Compagne di banco al liceo, Cheddonna e la Fulvia sono amiche da più anni di quanto entrambe vorrebbero ammettere. Idealista e romantica, la Fulvia è una pasionaria delle cause umanitarie, e non perde occasione per trascinare Cheddonna ai tanti cortei o manifestazioni cui è solita partecipare; intanto sogna l’arrivo di un principe azzurro, lo stesso che popolava le sue fantasie di adolescente, e sembra averlo incontrato quando, dopo tanti anni, Losplendido, ex compagno di classe di cui era sempre stata segretamente innamorata, torna in città.
I due cominciano a frequentarsi e presto la Fulvia scopre di essere incinta. La lieta notizia, però, coincide con la precipitosa partenza per il Brasile de Losplendido, alla ricerca del proprio “io bambino”.
La Fulvia, rimasta sola, dà alla luce il piccolo Ernesto, detto il “Che” in onore del comandante Guevara. Dopo qualche anno troverà un nuovo amore e una nuova stabilità. Attualmente è in attesa del secondo figlio, che dovrebbe nascere a ottobre. Sarà maschio o femmina, questa volta? E, soprattutto, come si chiamerà?

“Che cos’ha la mamma?” aveva chiesto Miomarito a IlPrincipe, vedendo Cheddonna lasciare la stanza del figlio con espressione accigliata.
“Boh, ‘pone, non saprei, sai che la ma’ è strana. Prima mi ha chiesto se è vero che è un po’ ingrassata e poi, quando le ho detto di sì, s’è offesa…”
Miomarito era trasalito; evidentemente IlPrincipe aveva bisogno urgente di qualche consiglio paterno.
“Mai, MAI dire a una donna che è ingrassata! E’ una delle cose che le fa più arrabbiare.Negare sempre, subito, ecco il segreto di una pacifica convivenza!”
IlPrincipe aveva ascoltato suo padre che, accorato, parlava con gli occhi rivolti al cielo e le mani giunte sotto il mento, ed era scoppiato a ridere.
“Non so cosa ci trovi di buffo, io ci ho messo quasi vent’anni a imparare le cose da dire o da non dire a una donna e ora, modestamente, posso ritenermi un esperto. Su, andiamo a vedere come sta la mamma!” e Miomarito si era diretto a passo spedito, trascinandosi dietro IlPrincipe, verso la cabina- armadio della camera matrimoniale, dove Cheddonna stava tentando di infilarsi un paio di jeans dell’anno precedente davanti allo specchio.
“Tutto bene cara? Ma quelli non  sono i jeans che hai comprato l’anno scorso? Non credi sia ora di comprarne un paio nuovo? Se vuoi andiamo insieme, sabato prossimo.”aveva commentato, conciliante.
Il volto di Cheddonna, già visibilmente corrucciato, si era di colpo fatto più scuro.
“Come sarebbe a dire, che ho bisogno di jeans nuovi perché questi non mi vanno più bene?” aveva esclamato, con voce strozzata.”Vorresti dire che sono… ingrassata?”
“No!” aveva risposto Miomarito con enfasi, prima ancora che lei potesse finire di formulare la domanda.
Sorridendo, si era girato verso IlPrincipe, e gli aveva strizzato l’occhio, fiero di avergli fornito una simile dimostrazione di savoir faire,  poi aveva guardato Cheddonna e si era stupito di vederla ancora più furiosa di prima.
“Hai ragione, la mamma è proprio strana!” aveva commentato a bassa voce, lasciando la stanza.
Poco dopo, passando di nuovo davanti alla porta della cabina-armadio, IlPrincipe aveva carpito alcuni brandelli di una conversazione telefonica tra Cheddonna e la Fulvia.
“Capisci, mi ha detto “no” troppo precipitosamente! Certo, sarebbe stato peggio se avesse esitato, ma così sembrava una risposta preparata in anticipo!” si stava lamentando con l’amica.
“Hai ragione, sto cercando di far capire a Unozio che tra una domanda di questo tipo e la relativa risposta deve passare un secondo esatto, né più né meno, ma trovare il giusto equilibrio è davvero difficile!”
IlPrincipe era corso da Miomarito e, con aria da cospiratore, gli aveva sussurrato, facendogli a sua volta l’occhiolino:”Un secondo, ‘pone! Il segreto è la tempistica!”

Presule di una piccola diocesi del centro Italia, Loziovescovo è il fratello minore di NonnaNenna, la nonna di Cheddonna, che non riesce ancora a capacitarsi del fatto che un bambino tanto discolo e ribelle sia potuto diventare addirittura vescovo. E’ un uomo di grande cultura, oltre che un raffinato esteta e un sicuro punto di riferimento per i fedeli e per tutto il clero, in termini di buongusto ed eleganza. Ha un debole per abiti e gioielli sacri, che ha imparato ad accostare con tocco sicuro, diventando un’indiscussa icona di stile. Ma come ha fatto a diventare un trend-setter?
Grazie a Cheddonna, naturalmente! Nessuno sa, infatti, che Loziovescovo è solito consultare la pronipote sulle ultime tendenze della moda, ogni volta  che deve decidere quale outfit indossare nelle occasioni ufficiali.
La ventata di austerità che ha investito la Chiesa, dopo l’ insediamento di papa Francesco, è stata un duro colpo per lui. “Dove andremo a finire?”si domanda, guardando la misera croce di ferro del pontefice, così terribilmente cheap. Oscuri presagi agitano la sua mente.Dovrà davvero rinunciare alla sua vita dorata?

79665-12011129_10205025710309325_4850691601472254330_nL’ultima volta, durante una delle manifestazioni a cui la trascinava la Fulvia, ci aveva quasi rimesso una caviglia. Mica facile, nemmeno per Cheddonna, camminare per ore in mezzo alla folla ondeggiante, cercando di mantenersi in equilibrio su scarpe tacco dodici!

“Devi deciderti a comprare delle scarpe più adatte, come le mie”, l’aveva rimproverata l’amica, che, giunta  all’ottavo mese di gravidanza, riusciva ormai a indossare solo scarpe da ginnastica.

Cheddonna l’aveva guardata storta; lei le scarpe da ginnastica le metteva solo in palestra.
“Mah, è tutta questione d’abitudine” aveva provato a ribattere, scettica.
Mentre discutevano, Cheddonna e la Fulvia si erano fermate davanti alle vetrine di un grande negozio di calzature del centro. Sapientemente disposte in piccoli gruppi, facevano mostra di sé preziose decolleté e raffinate open-toe, Chanel, Mary Jane, Kitten-toe e infiniti altri modelli di scarpe femminili, con zeppa, plateau, tacco a stiletto, a spillo, a rocchetto, cubano, quadrato, a campana, Luigi XV…a profusione.
Cheddonna si era incantata ad ammirarle, pianificando i prossimi acquisti, quando la Fulvia, dandole di gomito, aveva richiamato la sua attenzione verso un altro punto della vetrina.
“Guarda quelle clarks! Perfette per partecipare ai cortei. Ah, quanti ricordi!”
“Delle…clarks?”aveva mormorato Cheddonna, deglutendo, e guardando la Fulvia come fosse un’extraterrestre. Poi le aveva viste:  di un blu lapislazzuli cangiante, interamente ricoperte di glitter scintillanti in nuance. Sembravano un cielo d’agosto trapunto di stelle cadenti, o il riflesso della luna sul mare. Polvere di fata, ecco!

D’un tratto era entrata nel negozio e, senza pensarci due volte, le aveva comprate.
“Sono bellissime!” aveva commentato la Fulvia. “Un tocco vintage e allo stesso tempo glamour. “Già” aveva commentato Cheddonna, annuendo, nostalgica. “Peccato che all’eskimo di paillettes non abbia ancora pensato nessuno!”

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