Un secondo


“Che cos’ha la mamma?” aveva chiesto Miomarito a IlPrincipe, vedendo Cheddonna lasciare la stanza del figlio con espressione accigliata.
“Boh, ‘pone, non saprei, sai che la ma’ è strana. Prima mi ha chiesto se è vero che è un po’ ingrassata e poi, quando le ho detto di sì, s’è offesa…”
Miomarito era trasalito; evidentemente IlPrincipe aveva bisogno urgente di qualche consiglio paterno.
“Mai, MAI dire a una donna che è ingrassata! E’ una delle cose che le fa più arrabbiare.Negare sempre, subito, ecco il segreto di una pacifica convivenza!”
IlPrincipe aveva ascoltato suo padre che, accorato, parlava con gli occhi rivolti al cielo e le mani giunte sotto il mento, ed era scoppiato a ridere.
“Non so cosa ci trovi di buffo, io ci ho messo quasi vent’anni a imparare le cose da dire o da non dire a una donna e ora, modestamente, posso ritenermi un esperto. Su, andiamo a vedere come sta la mamma!” e Miomarito si era diretto a passo spedito, trascinandosi dietro IlPrincipe, verso la cabina- armadio della camera matrimoniale, dove Cheddonna stava tentando di infilarsi un paio di jeans dell’anno precedente davanti allo specchio.
“Tutto bene cara? Ma quelli non  sono i jeans che hai comprato l’anno scorso? Non credi sia ora di comprarne un paio nuovo? Se vuoi andiamo insieme, sabato prossimo.”aveva commentato, conciliante.
Il volto di Cheddonna, già visibilmente corrucciato, si era di colpo fatto più scuro.
“Come sarebbe a dire, che ho bisogno di jeans nuovi perché questi non mi vanno più bene?” aveva esclamato, con voce strozzata.”Vorresti dire che sono… ingrassata?”
“No!” aveva risposto Miomarito con enfasi, prima ancora che lei potesse finire di formulare la domanda.
Sorridendo, si era girato verso IlPrincipe, e gli aveva strizzato l’occhio, fiero di avergli fornito una simile dimostrazione di savoir faire,  poi aveva guardato Cheddonna e si era stupito di vederla ancora più furiosa di prima.
“Hai ragione, la mamma è proprio strana!” aveva commentato a bassa voce, lasciando la stanza.
Poco dopo, passando di nuovo davanti alla porta della cabina-armadio, IlPrincipe aveva carpito alcuni brandelli di una conversazione telefonica tra Cheddonna e la Fulvia.
“Capisci, mi ha detto “no” troppo precipitosamente! Certo, sarebbe stato peggio se avesse esitato, ma così sembrava una risposta preparata in anticipo!” si stava lamentando con l’amica.
“Hai ragione, sto cercando di far capire a Unozio che tra una domanda di questo tipo e la relativa risposta deve passare un secondo esatto, né più né meno, ma trovare il giusto equilibrio è davvero difficile!”
IlPrincipe era corso da Miomarito e, con aria da cospiratore, gli aveva sussurrato, facendogli a sua volta l’occhiolino:”Un secondo, ‘pone! Il segreto è la tempistica!”

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