images (1)

“Ti ti…Signora Cheddonna, glielo devo dire: IlPrincipe non studia abbastanza. Troppe distrazioni. Ritengo che dovrebbe vietargli di usare il telefonino, durante le ore di studio. ” aveva suggerito la professoressa di inglese.

“Ti ti…Ma le assicuro che lo tiene sempre spento, sulla scrivania. Ti ti”

“Uffa, cos’è questo? “pensava Cheddonna, gettando un’occhiata al display del telefono.

La notifica di whatsapp era del gruppo ‘Walkie talkie mamas’. Melanie, la mamma anglofona, diceva:”See U tomorrow at 8 o’clock? :)”

“Ti…Ti. Signora Cheddonna, le ripeto, penso che IlPrincipe sia troppo preso da whatsapp. Possono arrivare anche migliaia di messaggi al giorno, se si fa parte di un gruppo, lo sa? “

Leggi tutto l'articolo

download (1)Svegliandosi, quella mattina, Cheddonna aveva avuto un déjà vu.

Le immagini degli attentati di Parigi, che scorrevano incalzanti sullo schermo del televisore, rimbalzando sui social in un macabro gioco di specchi, l’avevano fatta ripiombare in quell’11 settembre del 2001, quando le torri gemelle, crollando, avevano trascinato con sé anche la certezza dell’Occidente di essere al sicuro. Per sempre.

Da allora davvero al sicuro non si era sentita mai più, anche se il tempo, che lenisce le ferite, aveva deposto su quei ricordi terribili una pellicola protettiva, uno schermo che in qualche modo li allontanava dalla realtà presente, rendendola un po’ più accettabile.

C’erano stati, sì, tanti altri segni di quel male oscuro e insensato, che ingoia cose e persone, ma erano altrove, molto lontano da quel piccolo pezzo di mondo che, per prossimità o cultura, le era familiare.

Adesso, il male, aveva bussato di nuovo alla porta di casa, piombando all’improvviso, una sera qualunque, in una città che sarebbe potuta essere la sua.

Leggi tutto l'articolo

download (2)Quella mattina Cheddonna  era stata svegliata dal suono del campanello.

Aprendo la porta, con sua grande sorpresa si era trovata davanti Lastregadisopra che, con un sorriso smagliante dipinto sul viso, le aveva teso un cestino di vimini intrecciato, colmo di fragranti cornetti appena sfornati.

“Per te, mia cara! Sai, oggi è #lagiornatadellagentilezza!” e, tra cori d’angeli e musiche celestiali, era ascesa di nuovo al piano attico, dove risiedeva, lasciando Cheddonna a bocca aperta.

“Cosa vuole quella rompiscatole? Non le basta battere con la scopa sul pavimento tutte le volte che sente il suono dell’interruttore  o lo sciacquone del bagno, di notte? Adesso viene addirittura a lamentarsi di persona?” era sbottato Miomarito, piuttosto seccato per essere stato svegliato all’alba.

“Ma caro, non dire così, oggi è #lagiornatadellagentilezza! Guarda cosa ci ha portato la nostra cara vicina!”

Nel frattempo IlPrincipe si era alzato e, adocchiato il cestino di cornetti fatti in casa, si era affrettato ad arraffarne un paio, ficcandoseli direttamente in bocca.

“Buoni, vero?” aveva commentato Cheddonna, un po’ contrariata dai modi poco urbani del figlio, ma decisa a non tradire per nessun motivo lo spirito della giornata.

“Uhm”aveva grugnito IlPrincipe,  evidentemente  ancora troppo assonnato per realizzare  che quella era #lagiornatadellagentilezza.

Leggi tutto l'articolo

imagesTra tutti i personaggi de “Il mondo di Cheddonna”, Miomarito è, insieme a IlPrincipe e a NonnaNenna, uno dei più citati.

L’origine del suo buffo nome  è da attribuire a Cheddonna; al loro primo incontro, infatti, lei aveva esclamato: “Quello sarà Miomarito”, e da quell’istante Miomarito fu, perché, come sapete, “in principio era Cheddonna, tutto il resto è una conseguenza.”https://cheddonna.wordpress.com/2012/02/04/in-principio-era-cheddonna-2/

In realtà la scelta di chiamare così questo personaggio deriva dal vezzo di  certe neo-spose un po’ sciurette di riferirsi al proprio consorte chiamandolo “mio marito”anche quando parlano con persone che lo conoscono per nome, solo per il gusto di sfoggiare la loro nuova condizione di donne sposate, cosa che mi ha sempre fatto molto sorridere.

Leggi tutto l'articolo

imagesIl tre novembre, il giorno dopo la festa dei Defunti, di Ognissanti e Halloween,  il mondo cambia volto.

Archiviati ragnatele e pipistrelli, le zucche, come nella fiaba di Cenerentola, tornano a  essere semplici ortaggi, buoni per farne tortelli e minestre.

Dalle tombe, il vento impietoso di novembre spazza via i petali ormai appassiti di crisantemi che torneranno a vestirle di colori soltanto fra un anno, quando le offerte speciali dei supermercati, fin dai primi d’ottobre, ci ricorderanno che la festa dei morti si avvicina.

Leggi tutto l'articolo

Mese per mese