download (3)La temperatura, nella stanza dove era riunita la famiglia, era calata di parecchi gradi, mentre L’altrozio, dondolando su un paio di decollete  paillettate tacco 12 che  mettevano in risalto i suoi polpacci muscolosi, si andava a sedere vicino a NonnaNenna.

Sguardi obliqui, sussurri e risatine, lo avevano seguito come un’hola da stadio per tutto il breve tragitto, prendendo immediatamente il posto, una volta che lui era passato, dei larghi sorrisi e dei saluti  un tantino troppo gioviali con cui l’intera tavolata aveva accolto il suo ingresso.

“Accomodati!” l’aveva apostrofato Cheddonna, schioccandogli due baci virtuali, per non rovinare il trucco di entrambi.

“Ti trovo in forma! Questo colore ti sta d’incanto!”le aveva fatto eco Cheddolce, che trovava il fucsia irrimediabilmente out.

“Buongiorno signora…ehm signor L’altrozio” aveva balbettato il dottor Dante, visibilmente imbarazzato. La signora Berenice, alla sua destra, gli aveva tirato un calcio sotto il tavolo, fulminandolo con lo sguardo, e rivolgendo un sorriso civettuolo a L’altrozio, che aveva ricambiato soffiandole un bacio sul palmo della mano.

“Ehi, ciao, fratello…Quanto tempo!” l’avevano salutato Miomarito e Unozio, senza riuscire ad alzare gli occhi rispettivamente dal pavimento e da un punto imprecisato alle spalle di L’altrozio.

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images (4)“Ehm…L’altrozio, che piacere…”aveva mormorato a denti stretti Cheddonna, aprendo la porta di casa a un uomo sui cinquant’anni, basso e grassottello, arrampicato su un paio di tacchi che non avevano nulla da invidiare a quelli che portava lei.

Riempiva, come diceva Fred Buscaglione, un bel vestito di magnifico lamé, sebbene, ahimè, non proprio nei punti strategici,  e indossava una parrucca bionda, dai complicati riccioli, e una doppia fila di ciglia finte,  in perenne movimento.

“Buongiorno a tutti!” aveva esordito, appoggiando a terra tre enormi sacchetti traboccanti di regali e agitando festosamente la mano. “Scusate il lieve ritardo, ma ieri sera avevo uno spettacolo al night club e ho fatto mattina! Buon Natale a tutti!”

“Non sapevo che avesse anche una figlia!” aveva commentato, acida, la signora Berenice, rivolgendosi a Miasuocera. Quest’ultima, che non vedeva L’altrozio da più di tre anni, stava ancora cercando di riprendersi dallo choc, e si faceva aria con il tovagliolo.

“Mamma, mamma! E’ già  arrivata la Befana?” aveva domandato speranzoso il “Che” alla Fulvia, che gli aveva fatto gli occhiacci. “Ma no, tesoro, è L’altrozio, il fratello di Unozio e di Miomarito. E’…un po’ bizzarro…”

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images (3)Tutti hanno, in qualche ramo principale o secondario del proprio albero genealogico, almeno un parente di cui vorrebbero fingere di ignorare l’esistenza, come si fa con la polvere sotto ai tappeti: un cugino di terzo grado cocainomane, una prozia usuraia, un cognato giocatore d’azzardo, e via dicendo…

Non che L’altrozio, il fratello di Miomarito e di Unozio, appartenesse a una di queste categorie, intendiamoci, semplicemente era una di quelle persone che, diciamo, non si presentano volentieri in società.

Il giorno di Natale, quando tutti gli invitati avevano preso posto intorno alla splendida tavola preparata da Cheddonna, solo un posto era rimasto vuoto.

“E’ in ritardo di quaranta minuti!” aveva sibilato Cheddonna che, tra aperitivi e stuzzichini, non sapeva più come intrattenere gli ospiti in attesa di iniziare il pranzo.

“Complimenti, cara, una tavola impeccabile!” aveva commentato Miasuocera, accomodandosi alla destra di Miomarito che, per l’occasione, sfoggiava il tradizionale maglione con le renne che lei gli aveva confezionato”anche se non vedo il servizio di posate d’argento che ti regalai nel 2004…”

“Ehm…le ho portate dal gioielliere per farle pulire, e non me le ha consegnate in tempo” si era giustificata Cheddonna, che stava disperatamente cercando di ricordare in quale cassetto le avesse nascoste, tanti anni prima.

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download (2)Quell’anno, per Natale, il dottor Dante e la signora Berenice avevano deciso di lasciare per qualche giorno il loro buen retiro in Riviera e di trascorrere le feste con Cheddonna e la sua famiglia.

Leggendo l’e-mail che la informava di tutto ciò, Cheddonna pensava che era dal lontano 1995 che non si verificava un evento simile.

“Aggiungi un posto a tavolaaaaaaa!” canticchiava Miomarito, ridacchiando. Non era del tutto sicuro che, aprendo la porta di casa per accoglierli, sarebbe riuscito a riconoscere quei suoceri che aveva visto sì e no dieci volte in vent’anni di matrimonio.

Superato lo choc iniziale, Cheddonna si era messa a fare i conti.

“Dunque, di solito siamo in dieci, con NonnaNenna, Loziovescovo, la zia Marta, Miasuocera e la famiglia di Unozio, ma quest’anno c’è anche la piccola Irene, dunque undici più due…no, tredici a tavola no!”aveva esclamato. Pur non essendo mai stata particolarmente superstiziosa, la combinazione astrale del numero tredici con l’arrivo inaspettato dei suoi genitori, per non parlare della presenza di Miasuocera, le sembrava francamente un azzardo. Tanto più che il 2016 sarebbe stato un anno bisestile e, come diceva NonnaNenna, “anno bisesto, anno funesto”.

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