Natale con i tuoi parte II.


images (3)Tutti hanno, in qualche ramo principale o secondario del proprio albero genealogico, almeno un parente di cui vorrebbero fingere di ignorare l’esistenza, come si fa con la polvere sotto ai tappeti: un cugino di terzo grado cocainomane, una prozia usuraia, un cognato giocatore d’azzardo, e via dicendo…

Non che L’altrozio, il fratello di Miomarito e di Unozio, appartenesse a una di queste categorie, intendiamoci, semplicemente era una di quelle persone che, diciamo, non si presentano volentieri in società.

Il giorno di Natale, quando tutti gli invitati avevano preso posto intorno alla splendida tavola preparata da Cheddonna, solo un posto era rimasto vuoto.

“E’ in ritardo di quaranta minuti!” aveva sibilato Cheddonna che, tra aperitivi e stuzzichini, non sapeva più come intrattenere gli ospiti in attesa di iniziare il pranzo.

“Complimenti, cara, una tavola impeccabile!” aveva commentato Miasuocera, accomodandosi alla destra di Miomarito che, per l’occasione, sfoggiava il tradizionale maglione con le renne che lei gli aveva confezionato”anche se non vedo il servizio di posate d’argento che ti regalai nel 2004…”

“Ehm…le ho portate dal gioielliere per farle pulire, e non me le ha consegnate in tempo” si era giustificata Cheddonna, che stava disperatamente cercando di ricordare in quale cassetto le avesse nascoste, tanti anni prima.

“Bello il tuo vestito, Cheddonna! L’anno scorso ti stava quasi largo; adesso che hai preso quei due o tre chili è perfetto” aveva commentato Cheddolce, con un sorriso ad alto tasso glicemico.

“Eh, già. Stai benissimo! Mi hanno sempre fatto una tristezza le persone troppo magre, come vostra madre, per esempio…” le aveva fatto eco la giunonica zia Marta, agguantando la tredicesima tartina al salmone e guardando di sottecchi la cognata.

La signora Berenice, seduta tra il dottor Dante e Giannicaro, suo genero, ostentava indifferenza, impegnata com’era in una conversazione fitta fitta con Loziovescovo sui recenti scandali della Curia romana.

La Fulvia  si era assentata per allattare la piccola Irene e IlPrincipe, Kikk@ e Pittibimbo erano immersi nei rispettivi smartphone, che trillavano ogni dieci secondi per notificare loro che altri coetanei, in quello stesso istante, durante il pranzo di Natale, erano impegnati nella medesima occupazione.

“Insomma, quando arriva quel fioeu lì?” aveva domandato NonnNenna, che, a novantacinque anni suonati, aveva un appetito da camionista d’oltralpe, e, data l’ora, cominciava ad avvertire un certo languorino.

Proprio in quell’istante una serie di lunghe scampanellate aveva inequivocabilmente  annunciato l’arrivo del diciottesimo ospite: L’altrozio.

Nell’aprirgli la porta Cheddonna non era più tanto sicura che  diciassette fosse poi un brutto numero.

 

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