Natale con i tuoi- parte IV


download (3)La temperatura, nella stanza dove era riunita la famiglia, era calata di parecchi gradi, mentre L’altrozio, dondolando su un paio di decollete  paillettate tacco 12 che  mettevano in risalto i suoi polpacci muscolosi, si andava a sedere vicino a NonnaNenna.

Sguardi obliqui, sussurri e risatine, lo avevano seguito come un’hola da stadio per tutto il breve tragitto, prendendo immediatamente il posto, una volta che lui era passato, dei larghi sorrisi e dei saluti  un tantino troppo gioviali con cui l’intera tavolata aveva accolto il suo ingresso.

“Accomodati!” l’aveva apostrofato Cheddonna, schioccandogli due baci virtuali, per non rovinare il trucco di entrambi.

“Ti trovo in forma! Questo colore ti sta d’incanto!”le aveva fatto eco Cheddolce, che trovava il fucsia irrimediabilmente out.

“Buongiorno signora…ehm signor L’altrozio” aveva balbettato il dottor Dante, visibilmente imbarazzato. La signora Berenice, alla sua destra, gli aveva tirato un calcio sotto il tavolo, fulminandolo con lo sguardo, e rivolgendo un sorriso civettuolo a L’altrozio, che aveva ricambiato soffiandole un bacio sul palmo della mano.

“Ehi, ciao, fratello…Quanto tempo!” l’avevano salutato Miomarito e Unozio, senza riuscire ad alzare gli occhi rispettivamente dal pavimento e da un punto imprecisato alle spalle di L’altrozio.

Nel vederlo passare, Loziovescovo era impallidito  ma, poiché andava letteralmente pazzo per quella sfumatura tra il rosa e il rosso cardinale, aveva finito con l’approvare incondizionatamente, e  in segreto, il colore di quell’abito stravagante.La zia Marta, nascosta dietro un enorme panettone gastronomico che stava meticolosamente smontando, piano dopo piano, aveva bofonchiato un saluto, perché non sta bene parlare con la bocca piena. IlPrincipe, Kikk@ e Pittibimbo, dopo aver scattato un paio di selfie con quello strano personaggio, erano tornati a tuffarsi nei loro smartphone, sbadigliando.

Dopo aver percorso il suo immaginario red carpet, L’altrozio si era seduto, accavallando le gambe con un movimento sexy, sulla sedia accanto a quella di NonnaNenna.

Quest’ultima l’aveva squadrato da capo a piedi, corrucciata, e aveva fissato i suoi occhi piccoli e mobilissimi in quelli, ornati da chilometriche ciglia finte, di L’altrozio.

Poi non era più riuscita a trattenersi: “Insomma, passi che ai miei tempi le gonne e i tacchi li portavano solo le donne, ma, ragazzo mio, una vera signora non metterebbe mai una gonna sopra il ginocchio dopo i cinquant’anni!”

 

 

 

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