Noio voulevons savoir


noio-volevan-savuar-cinecena-quiz.jpg“Excusez- mois, madame!” l’aveva apostrofata un uomo sulla cinquantina, dal marciapiede accanto alla stazione ferroviaria. Cheddonna aveva provato a spiegargli che non parlava una parola di francese, che avrebbero potuto parlare in inglese, piuttosto, in spagnolo, al massimo, ma quest’ultimo, evidentemente spaesato e per nulla poliglotta, si era lanciato in una lunghissima spiegazione nella lingua di Victor Hugo.

Lei l’aveva ascoltato, concentratissima. “Je voudrait aller a la place de la Republique”aveva concluso.

Cheddonna si era illuminata: aveva capito l’ottanta per cento di quello che aveva detto l’uomo. Evidentemente i geni savoiardi della bisnonna Jeanne significavano qualcosa.

“Dunque, deve tornare davanti alla stazione e lì prendere l’autobus numero 84, poi scendere alla terza fermata. Può acquistare il biglietto all’edicola della stazione.”

“Merci beaucoup. Vous etes trés gentil. Au revoir” le aveva detto lui, dirigendosi con passo sicuro verso l’edicola accanto alla stazione.

“Di nulla, è stato un piacere”gli aveva risposto Cheddonna, e davvero, pensava, lo era stato.

Entrambi avevano parlato soltanto nella loro lingua, entrambi avevano compreso quella dell’altro. Non era stato difficile, era stato sufficiente ascoltare e sforzarsi di capire.

Cheddonna pensava a quante volte invece, le capitava di non essere affatto compresa da persone che, per tradizione e residenza,  parlavano italiano come lei.

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