Via col vento


Il mondo di Cheddonna

A Cheddonna il vento era sempre piaciuto. Da bambina, nelle giornate ventose, amava guardare i due altissimi cedri del Libano del suo giardino oscillare e inchinarsi l’uno all’altro, in un dialogo muto e concitato insieme. Di volta in volta erano guerrieri invincibili, o navi in mezzo al mare in tempesta, o giganti minacciosi dalle chiome ondeggianti.
Amava anche l’elettricità dell’aria, in quelle giornate in cui niente sembra essere rimasto al suo posto, dopo che il vento è passato, e  le piaceva sentire quella piccola scossa quando sfiorava un oggetto carico di elettricità statica.
Ma, soprattutto, le piaceva quell’azzurro che solo il vento forte riesce a strappare al cielo, trascinando con sé ogni velatura, insieme ai vortici di foglie colorate, in autunno.
Fino al giorno in cui, salendo sull’auto con un faldone pieno di fatture da portare al commercialista, queste, a un tratto, le erano cadute sul marciapiede, sparpagliandosi qua e…

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