Intervista per il gruppo facebook “Quattro chiacchiere tra amici-libri, musica, colori e poesie” di Anna Profumi


Ciao Chiara Pesenti, questa sera gli amici del nostro Caffè Letterario faranno la tua conoscenza. Cominciamo quindi con le presentazioni.
Ciao, Anna, e buonasera a tutto il gruppo!

D. Leggo dalla tua biografia che sei laureata in lettere moderne e hai fatto l’insegnante di sostegno alle medie per qualche anno. Adori leggere e scrivere fin da quando eri bambina. Tutto è cominciato sulle pagine di un giornalino locale, dove pubblichi ancora adesso (dal 2009) le avventure di Cheddonna. Poi hai aperto il blog cheddonna.wordpress.com, nel 2012 e da lì, su invito di una casa editrice a cui eri piaciuta, Arpeggio Libero,è nata la prima raccolta delle avventure di Cheddonna. Da allora (maggio 2015) hai continuato a scrivere sul blog. Nel frattempo? Altri progetti in cantiere?

R. Come hai già detto tu, dopo la pubblicazione de “il mondo di Cheddonna”, lo scorso anno, ho continuato a scrivere le avventure della mia protagonista sul blog, con una cadenza più o meno settimanale. Nello stesso periodo ho cominciato a strutturare un romanzo lungo, che mi sta coinvolgendo molto, ma che mi sta facendo sudare le classiche “sette camicie”, perché è piuttosto complesso. Spero di riuscire a portarlo a termine entro la fine dell’anno.

D. E veniamo al mondo di Cheddonna. Una donna di 45 anni, un marito, un figlio, il Principe, ed una vita straordinariamente normale. Intorno a lei ruotano una serie di personaggi, veri o immaginari, che movimentano la vita della protagonista. Da dove nasce lo spunto e perché definisci questo romanzo “destrutturato”?

R. Le avventure di Cheddonna nascono da situazioni di vita quotidiana in “presa diretta”, rielaborate e spesso enfatizzate mediante il filtro dell’ironia. I protagonisti sono i condomini del palazzo in cui Cheddonna abita, le mamme della scuola del figlio, la sorella-rivale, l’amica del cuore dalla vita sentimentale travagliata: persone comuni, che probabilmente ciascuno di noi ha incontrato nella propria vita, che sono allo stesso tempo “tipi” e persone reali. Lo spunto, dunque, nasce dalla realtà, che quasi sempre supera la fantasia. Amo definire questo romanzo “destrutturato” perché, pur non avendo la struttura del romanzo classico, i racconti in esso contenuti narrano, come in un romanzo, una storia che si svolge nel corso di quasi sei anni. Ad eccezione di Cheddonna, che è sempre presente in tutti i capitoli, gli altri personaggi vanno e vengono, ma le loro storie continuano e si evolvono di racconto in racconto, come una sorta di fiume carsico che a tratti si rivela e a tratti scompare sotto terra, ma continua a scorrere instancabilmente.

D. Un intreccio di situazione tragicomiche fanno da sfondo a questa tua avventura letteraria. Come intendi proseguirla?

R. Mi piace pensare alle avventure di Cheddonna come a una sorta di sit-com della vita, dalla durata potenzialmente infinita, perché gli spunti per scriverne sono davvero innumerevoli e sempre imprevedibili, come la vita stessa. Chissà, magari un giorno, fra quarantacinque anni, scriverò le avventure di una “splendida novantenne”!

D. Un libro come il tuo è sicuramente indirizzato ad una platea di lettrici, e dal 2012 hai dato vita ad un blog, dal quale nel 2014 sono stato tratti alcuni racconti, pubblicati all’interno di un altro libro, “Il ritorno della cicogna”. Vuoi parlarcene più in dettaglio?

R. Nel 2014 l’associazione nazionale delle famiglie numerose ha voluto inserire nel suo libro “Il ritorno della cicogna”, insieme a contributi ben più autorevoli come quello di Alberto Pellai, alcuni racconti che avevano come protagonisti la famiglia numerosa di Tuttisuoi? e Anchemiei, i vicini di casa di Cheddonna e, poco dopo, un altro racconto del blog “il mondo addosso”, è stato inserito in un’antologia “Diverso sarò io” (Ad est dell’equatore editore). Infine, nel maggio del 2015, è uscito “Il mondo di Cheddonna”con Arpeggio Libero. Non sono del tutto d’accordo sul fatto che il mio libro sia indirizzato a un pubblico prettamente femminile. Ho avuto molti riscontri positivi proprio da parte di uomini, perché, credo, le situazioni narrate, pur nascendo da un punto d’osservazione femminile, com’è ovvio, trattano situazioni comuni a tutti, donne e uomini compresi e raccontano le donne come gli uomini.

D. Hai mai sperimentato forme di scrittura alternative?

R. Di tanto in tanto scrivo poesie, ma quasi sempre scelgo di tenerle per me. Preferisco, a volte, usare la prosa poetica, per sottolineare un sentimento o un’impressione. Ora, come dicevo prima, sto tentando di scrivere un romanzo lungo, forma di scrittura che finora non avevo mai sperimentato, proprio perché il racconto breve mi è sempre stato più congeniale.

D. All’interno del tuo blog instauri una sorta di dialogo a distanza con chi ti segue e si immedesima nella vita di Cheddonna. Una forma un po’ diversa per interagire con le persone.

R. Credo che la forza di Cheddonna sia proprio in questo dialogo a distanza, come lo definisci tu, con il lettore, che si sente partecipe delle avventure di Cheddonna, perché vi si riconosce, in qualche modo. Ridendo e, a volte, riflettendo con lei, compie un piccolo rito catartico, perché si trova a ridere di sé stesso. L’autoironia è diretta conseguenza dell’ironia, del resto.

D. E’ un’esperienza che intendi portare avanti? Ti soddisfa?

R. Sì, come dicevo prima, potenzialmente Cheddonna potrebbe esistere fino a quando esisterò io, o fino a quando avrò qualcosa da dire, attraverso di lei.

D. E per finire, un motivo valido per leggere il tuo libro?

R. Una volta che avrete conosciuto Cheddonna, con tutte le sue contraddizioni, che tanto la fanno assomigliare alla rosa del mio adorato “Piccolo principe” di Saint-Exupery, non potrete fare a meno di trovarla simpatica, anche se a volte, una così, la strozzereste. Se vi piace sorridere, ma non amate la comicità fine a sé stessa, “Il mondo di Cheddonna”potrebbe essere il libro per voi.

Grazie Chiara,è stato un piacere conoscerti e scoprire il tuo “mondo”

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