Se telefonando.


cornettaQuando, circa un anno prima, Cheddonna era stata contattata da Mirella di Drindrin Italia, che le aveva proposto un’imperdibile offerta per passare alla sua compagnia telefonica, Cheddonna non sapeva a cosa sarebbe andata incontro, accettandola.

Stanca dell’inefficienza del proprio gestore telefonico, che ultimamente aveva aumentato le tariffe in maniera inversamente proporzionale ai servizi offerti, Cheddonna sentiva che era giunto il momento di cambiare, e poi quell’operatrice era così simpatica!

Il contratto era arrivato in soli due giorni, e il call center rispondeva davvero in tre squilli, proprio come aveva detto Mirella . “Se il buongiorno si vede dal mattino” pensava Cheddonna, che a volte si sorprendeva a parlare come NonnaNenna.

I problemi erano venuti dopo, quando Cheddonna aveva chiesto di domiciliare le bollette sul proprio conto corrente, per evitare di dover fare lunghe code in Posta ogni bimestre, col rischio, poi, di dimenticarsi le scadenze!

Massimo, l’operatore che le aveva risposto la prima volta, per la verità dopo ben più di tre squilli, le aveva detto di mandare la documentazione via fax, e in tre giorni lavorativi la pratica sarebbe stata registrata e attivata, a partire ovviamente dalla bolletta successiva. Solo che la bolletta in questione era arrivata  corredata dal suo bravo bollettino postale, con tanto di richiesta di un deposito cauzionale di 100 euro per non aver scelto come modalità di pagamento la domiciliazione. Cheddonna, piuttosto seccata, aveva immediatamente telefonato a Drindrin Italia, sperando di parlare con Mirella ma, dopo 25 squilli e altrettanti minuti di una musichetta che avrebbe dovuto mettere allegria, ma riusciva soltanto a urtarle i nervi, le aveva risposto una certa Tamara che, masticando rumorosamente il chewing-gum, le aveva consigliato di rimandare i documenti, perché dal terminale non risultavano mai pervenuti.Dopo tre diversi tentativi di invio, perfino attraverso la banca stessa, e altrettante risposte negative, ancora nulla.

Adesso, quando Cheddonna telefonava al numero verde, la linea suonava molto spesso libera; altre volte era occupata per ore, oppure i tempi di attesa prospettati erano talmente lunghi che avrebbero scoraggiato Giobbe in persona.

Intanto i mesi passavano, e ogni bimestre le toccavano interminabili code alla posta per pagare la bolletta che, puntualmente, le veniva recapitata con il bollettino allegato.

“Ma signora”, le aveva suggerito Pasquale, l’operatore al quale aveva raccontato per l’ennesima volta la sua odissea telefonica, un attimo prima di scoprire che la situazione era rimasta del tutto invariata. “Non è necessario che faccia la coda ogni volta per pagare la bolletta. Sapeva che da oggi si può fare presso tutti i tabaccai abilitati? Un bel risparmio di tempo, sa?”

Cheddonna avrebbe tanto voluto avere Mirella di Drindrin Italia all’altro capo del telefono, non fosse altro che per togliersi la soddisfazione di appenderglielo in faccia, senza sensi di colpa, stavolta.

 

 

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