Bollicine proibite.


viniDopo la festa, che si era protratta fino a tarda notte, Cheddonna era intenta a riordinare il tavolo dei rinfreschi, aiutata dalla Fulvia e dalla sorella Cheddolce. Nella sala, illuminata da una tenue luce d’atmosfera, erano rimasti gli affetti più cari e qualche tiratardi inveterato a godersi il bicchiere della staffa.

“E’ proprio una bella festa!” aveva commentato NonnaNenna che, alla sua età, dormiva pochissimo, e l’Armida, l’Elvezia e la Zaira le avevano fatto eco, annuendo con convinzione. Più in là, Miomarito ed Erasmo Pisano, l’amico di sempre, scoppiavano di tanto in tanto in una risata, segno che avevano cominciato a tirar fuori il repertorio di barzellette non proprio per educande di cui entrambi andavano segretamente fieri.

IlPrincipe, la Kikk@ e Pittibimbo, in un angolo della sala, chattavano tra loro senza mai staccare gli occhi dal display del telefonino, e la giunonica zia Marta, fingendo di aiutare a rassettare, si infilava in bocca, uno dopo l’altro, gli ultimi salatini rimasti sul cabaret semivuoto.

“Proprio una bella festa!”aveva borbottato a bocca piena, turbata suo malgrado dalla presenza del fidanzato di un tempo, Lochefstellare,  giunto per l’occasione da Casa del Diavolo (PG).

Quest’ultimo, dopo aver annotato su un taccuino di pelle ogni singola portata del buffet, guardava con disapprovazione e una buona dose di scetticismo quel che restava del rinfresco: quasi nulla,  a onor del vero. “Bah, la gente non sa più distinguere l’arte culinaria dal cibo-spazzatura”, pensava, nemmeno troppo, tra sé e sé.

Sul tavolo dei vini, tra le bottiglie ormai vuote, ne erano rimaste due aperte: una di Champagne, e una di spumante dolce . “Potresti usarle per preparare qualcuno dei tuoi risotti”, le aveva consigliato Cheddolce, alzando un sopracciglio, dubbiosa. La Fulvia aveva sorriso, del tutto involontariamente, però.

“Buona idea, ma c’è un solo tappo…Be’, poco male, le mischio e…”aveva esclamato Cheddonna, fiera del suo senso pratico.

Tutti, all’improvviso, avevano smesso di parlare.Come in un film al rallentatore, dai quattro angoli della sala, la Fulvia, Erasmo Pisano, la zia Marta e Lochefstellare avevano urlato all’unisono: “Nooooooooooo!” e si erano gettati su Cheddonna per impedirle di compiere l’insano gesto.

“Non puoi mescolare un vino dolce con uno secco!” aveva tuonato Lochefstellare, stracciandosi  una volta di più le vesti.

Cheddonna, per un lunghissimo istante, era rimasta impietrita, incapace di muovere un solo muscolo, poi, con nonchalance, aveva afferrato la bottiglia di champagne, ne aveva vuotato il contenuto in un bicchiere, e l’aveva bevuto d’un fiato, e subito dopo aveva fatto la stessa cosa con lo spumante dolce.

“Ma chi l’ha detto?” pensava, guardando divertita le facce scandalizzate di Erasmo Pisano e della zia Marta e quella, solidale seppur costernata, della Fulvia.

“Avevo una sete terribile!” aveva commentato, pensando che, in fondo, solo chi ha il coraggio di uscire dagli schemi riesce a trovare  nuove strade.

 

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