A guardare Bolt volare


bolt“L’ha fatto di nuovo!”

La voce della Fulvia, all’altro capo del telefono, aveva la sfumatura acuta dei momenti di crisi.

Quando la sentiva così, Cheddonna cominciava a preoccuparsi.

“Fatto cosa…? ma, soprattutto, chi?”le aveva chiesto, col maggior tatto possibile.

La Fulvia aveva tratto un lungo sospiro, poi era sbottata: “Ma Unozio, naturalmente!Da dieci giorni a questa parte non fa altro che stare incollato al teleschermo, a guardare tutte le gare olimpiche! E anche stanotte, alle tre era lì a fissare la tv, come ipnotizzato.E’ completamente impazzito!pensa che ha già detto che a settembre si vuole iscrivere a un corso di tiro con la carabina insieme al “Che”,  che naturalmente non sta nella pelle…”

“Capisco”si era limitata a commentare Cheddonna.

“Tutta colpa di quel pelatino cicciottello!” aveva continuato la Fulvia.

“Di chi?”

“Ma sì, quello del tiro al piattello! Quello che ha vinto l’argento”

“Meno male che la Fulvia non fa la giornalista sportiva!”considerava Cheddonna, pensando alle parole così poco politically correct dell’amica.Come minimo l’avrebbero licenziata in tronco.

“Pensa che l’altra sera, svuotando la lavastoviglie, Unozio ha cominciato a lanciare i piatti per aria gridando “Pull!”, e il “Che” li centrava con il Super-liquidator. Non ti dico la mia cucina, senza contare che non ho più un piatto sano!”aveva sospirato la Fulvia, afflitta.

“Da non credere!”

“E come se non bastasse, tutte le sante sere, da quando sono iniziate le gare, mette la sveglia in piena notte per vedere  le partite di basket, e l’Italia non gioca neanche!”

“…”

“E le gare di nuoto? Staffetta, stile libero, sincronizzato…Una noia…E i tuffi? In quell’acqua torbida che sembrava la palude di Shrek!”

“Be’, però ammetterai che  quello che ha vinto l’oro nei millecinquecento metri è davvero un bel ragazzo e meritava di essere guardato”aveva suggerito Cheddonna, nel tentativo di rincuorare l’amica.

“L’unica cosa che mi consola un po’ è che tra qualche giorno tutto questo sarà finito, e torneremo alla normalità”aveva concluso la Fulvia, ottimista.

“Eh già”, pensava Cheddonna, stropicciandosi gli occhi gonfi di sonno. Tra qualche giorno le Olimpiadi, col loro carico di emozioni e di ritrovato patriottismo, sarebbero state solo un ricordo esaltante, come la notte appena trascorsa in piedi fino alle tre passate a guardare Bolt volare.

 

 

 

 

 

 

 

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