Bikini, burkini e domande.


burkiniPer dare una mano alla Fulvia con i bambini, mentre Unozio era ancora in città a lavorare, Cheddonna si era trasferita per qualche giorno nella località di mare dove la famigliola stava trascorrendo le vacanze. Come ogni mattina, dopo essersi accomodata sulla sdraio con Irene accanto, nel  passeggino, la Fulvia aveva cominciato a spalmare di crema solare il piccolo Ernesto, detto il “Che” .

-Mamma, cos’è un burkini?- aveva domandato quest’ultimo, distogliendo per un attimo lo sguardo dal castello di sabbia che stava costruendo.

La Fulvia e Cheddonna si erano guardate, un po’ a disagio.

-E’ una specie di costume da bagno lungo, come un vestito- aveva spiegato la Fulvia, sbrigativa.

-Come quello arancione che indossa quel signore pelato?-si era informato il “Che”.

-No, tesoro, quello è un Hare-Khrisna-aveva risposto la Fulvia, materna.

-E poi è un uomo!Il burkini lo indossano soltanto le donne!- si era sentita in dovere di precisare Cheddonna.

-Ah, ho capito! Come quella  signora tutta vestita di bianco che legge il giornale sotto l’ombrellone!-

Cheddonna aveva lanciato un’occhiata alla figura bianco vestita, che indossava un cappello a larghe falde e grandi occhiali scuri -No, tesoro. Lei  si veste così per evitare che il sole le rovini la pelle-gli aveva spiegato.

Il “Che” era sempre più confuso.

-Allora come quella signora  anziana col vestito a fiori che cammina nel mare?-

-No, lei probabilmente si veste così perché non è più tanto giovane e si vergogna a mettersi in costume…-aveva spiegato la Fulvia, paziente.

-Ho capito! Quella signora con le bombole sulla schiena ha il burkini!-aveva esclamato il “Che”, trionfante, indicando una donna pronta per un’immersione nei fondali marini.

-Ehm…no. Quella è una muta…- aveva risposto la Fulvia, che non sapeva più che pesci pigliare.

Il “Che” aveva scrollato le spalle e, avendo ormai perso interesse per l’argomento, era tornato alle sue costruzioni di sabbia.

Proprio in quel momento, davanti al loro ombrellone era passata una giovane donna col capo velato dall’hijab, che indossava uno sgargiante indumento a rigoni multicolori.

-Ecco, guarda, tesoro!-aveva esclamato la Fulvia, cercando di attirare l’attenzione del “Che”-quello è un burkini!-

Il bimbo aveva alzato appena lo sguardo e, con aria scettica, aveva sentenziato: -E’ uguale alla muta dell’altra signora, ma senza le bombole-

Cheddonna e la Fulvia si erano guardate, senza parlare. -Ah, la semplicità dei bambini!-pensavano, all’unisono.

Però, quando il “Che” si era allontanato un momento per andare a prendere un secchiello d’acqua in riva al mare, Cheddonna non aveva potuto fare a meno di esclamare:

-Io non ho nulla contro il burkini, per carità; rispetto tutte le scelte individuali e sono per la libertà di espressione anche nell’abbigliamento, ma ti prego! le righe orizzontali no, lo sanno tutti che allargano da matti!”

 

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