…che ci lascia lo zampino!


tacco-E’ rotto, signora.-aveva commentato il medico, aggrottando la fronte davanti alla radiografia che aveva appena finito di esaminare.

-Oh, no! Questa non ci voleva, e adesso cosa facciamo?-aveva esclamato Miomarito, appoggiando affettuosamente la mano sulla spalla di Cheddonna.

-Sindattilia del quinto e quarto dito per quattro settimane e, ovviamente, niente corsa o saltelli per due mesi.- aveva decretato il dottore, aggiustandosi gli occhiali sul naso.

-Quindi potrò togliere questa orribile fasciatura tra il quarto e il quinto dito soltanto fra un mese!- aveva commentato Cheddonna, facendo appello alle sue scarsissime reminiscenze di greco antico per impressionare il dottore, che si era limitato ad annuire, senza cambiare espressione, mentre batteva al computer il referto della visita.

– Per fortuna non dobbiamo più andare al mare, per quest’anno! Sarebbe stato veramente imbarazzante camminare sulla spiaggia col piede fasciato come quello di una mummia…-pensava lei.

-Sarà meglio rinunciare alla nostra vacanza in montagna.-le aveva detto Miomarito, premuroso.-Per te le passeggiate sono fuori discussione!-

Cheddonna era rimasta per un po’ in silenzio, pensierosa. Certo, con quel dito rotto non avrebbe potuto seguire Miomarito e IlPrincipe sulle vie ferrate, o lungo i percorsi di body-rafting che avevano progettato di provare insieme e questo era veramente un…

una fantastica notizia! Se c’era una cosa che detestava erano proprio i percorsi avventura e le lunghe e faticose camminate in salita. Inoltre  nell’hotel che aveva prenotato c’era una grande spa, e Cheddonna pregustava già le sedute di massaggi, i percorsi Kneipp e i bagni di fieno che si sarebbe concessa, in attesa che Miomarito e IlPrincipe rientrassero dalle loro escursioni. Avrebbe letto montagne di libri e di riviste di gossip, ammirando l’incantevole panorama seduta su una delle comode sdraio della terrazza.

-Ma no, caro, non è il caso.Certo, è davvero un peccato che sia andata in questo modo, ma non preoccupatevi per me, troverò sicuramente qualcosa da fare, per ingannare il tempo…-e Cheddonna aveva stretto la mano di Miomarito, con un sorriso mesto.

-Non tutto il male viene per nuocere-pensava tra sé, soddisfatta.

Il medico aveva finito di scrivere e, togliendosi gli occhiali, aveva scoccato un’occhiata severa alle scarpe di Cheddonna.

-Naturalmente niente scarpe tacco dodici per almeno due mesi, mi raccomando!-

Per Cheddonna era stato davvero un brutto colpo. -Decisamente- pensava-Kafka aveva ragione:”La vita umana è un istante imperfetto”-.

 

 

 

 

 

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