-Scommetto che ti sei dimenticata che oggi è il Thanksgiving day!-le aveva detto  la Fulvia, che adorava da sempre le tradizioni made in U.S.A.-Io ho preparato il tacchino e questa sera lo mangeremo tutti insieme, per festeggiare il giorno del ringraziamento, anche se quest’anno l’America non è che abbia molto da ringraziare, in effetti…-

downloadCheddonna le aveva rivolto uno sguardo obliquo, arricciando le labbra in una smorfia.

-Tsè, certo che me lo ricordo, cosa credi? Anch’io ho comprato il tacchino, per stasera…-aveva risposto, sulle difensive.

-Ah sì? E come l’hai cucinato? Al forno, con le patate…-

-No, l’ho comprato già pronto, in una pratica confezione sottovuoto.-

tacc

La Fulvia era scoppiata a ridere. -Ah, certo, certo.Poi lo scaldi al microonde, e…-

Cheddonna l’aveva guardata, serissima.

-Ma no, freddo è buonissimo. Dovresti provarlo, oltre tutto ha solo il 2 % di grassi!-

-Cheddonna è unica: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla!-pensava la Fulvia, ridendo tra sé e sé.

 

carla-Adesso che ci penso, dottoressa, credo che tutto sia cominciato in quinta elementare, quando la mia maestra…-aveva esordito Cheddonna, nella seduta successiva.

-Mi parli di lei.-l’aveva incoraggiata la dottoressa Sakkama-Ria, versando il tè con i gesti lenti e rituali delle donne orientali e disponendo su un piattino dei cantucci alle mandorle.

Cheddonna aveva socchiuso gli occhi e, riandando con la memoria a quei giorni lontani, aveva cominciato a raccontare in maniera così vivida che alla dottoressa sembrava di essere lì con lei …

………………………………………………………………………………………………………………….-Buongiorno, bambini!-aveva trillato Lamaestrinadallapennarossoblù, sedendosi alla cattedra, posta su una pedana rialzata.Sul viso, contornato da boccoli biondi che avrebbero fatto invidia a un putto serpottiano, era dipinta un’espressione estatica, accentuata dal frequente battito delle lunghe ciglia. Le mani, affusolate e bianchissime, erano giunte sotto il mento, a suggerire l’importanza del momento.

-Ho corretto il dettato di ortografia: un vero disastro! -aveva detto, accentuando drammaticamente l’ultima parola, mentre una ruga diritta come un punto esclamativo si stagliava sulla sua fronte pallida.

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E’ possibile trovare, dal 30 novembre, “Le farfalle sotto l’arco di Tito”(XY.IT editore,

codice ISBN 9788897160243)

 

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  5. sulle principali piattaforme on-linecopertina

a-reboursDa quando aveva cominciato la terapia con la dottoressa Sakkama-Ria, la psicoanalista nippo-fiorentina che le aveva consigliato la Fulvia, Cheddonna aveva intrapreso un viaggio  a ritroso dentro se stessa  che le stava riservando parecchie sorprese.

-…e dunque, come le dicevo, potrei definirmi una persona tollerante e di larghe vedute. Una che “vive e lascia vivere”, come direbbe NonnaNenna…-aveva detto, un giorno.

La dottoressa Sakkama-Ria l’aveva guardata in silenzio, continuando a potare il ginepro bonsai che teneva sul tavolino dello studio, poi le aveva domandato:-Ma è proprio sicura che un c’è nulla che la disturba, qualche volta?-

“Che non CI SIA nulla che la DISTURBI”, pensava Cheddonna, arricciando il naso.

-Uhm…non credo.-

-Vorrei che si sforzi a pensare…Nemmeno se un automobilista, fori la scola, le ruba il parcheggio?-

“Vorrei che si SFORZASSE! Fuori DALLA scuola!”, pensava Cheddonna, che cominciava ad alterarsi.

-Be’, forse un po’…-aveva ammesso, di malumore.

-O quando i’ su figliolo è for di casa e non gli risponde al telefonino…-

-LE RISPONDE! NON  GLI!-aveva gridato Cheddonna, che non era riuscita a trattenersi.

La dottoressa Sakkama-Ria, imperturbabile, aveva continuato ad armeggiare con le forbicine intorno al bonsai. Poi, finalmente, sollevando lo sguardo su Cheddonna, le aveva sorriso.

-Come immaginavo! Ho voluto metterla alla prova; lei soffre di un disturbo sempre più raro, al giorno d’oggi:la “sindrome del grammar-nazi”, o del “linguista pedante” e, da quello che ho potuto  vedere, anche in forma piuttosto acuta.-

Cheddonna era impallidita.

-E’ grave, dottoressa?-aveva domandato, preoccupata.

-Non vorrei spaventarla, ma nel 95% dei casi si tratta di un disturbo cronico, che può essere curato e parzialmente contenuto nei suoi sviluppi più devastanti.E’ fondamentale la prevenzione, che deve cominciare da piccini.Nelle prossime sedute dovremo senz’altro indagare su alcuni episodi del suo passato che possono aver determinato in lei un forte imprinting…

Cheddonna aveva ascoltato in silenzio, mentre la sua mente tornava indietro di molti anni, quando frequentava la quinta elementare… (continua)

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