Il giro(tondo) delle tombe.


vecchiette-Quest’anno vogliono venire anche l’Albertina e la Iole a fare il giro delle tombe-aveva detto NonnaNenna alla Zaira, qualche giorno prima della festa dei morti.

-Ti, uì,  ma sulla Agila ci stiamo solo in quattro: io, te, l’Elvezia e l’Armida!- poi, dopo un momento di riflessione:- Ho capito, ghe pensi mi- aveva tagliato corto la Zaira, la più giovane delle quattro componenti del N.O.N.N.A., e il due novembre si era presentata alla porta di NonnaNenna con un furgoncino preso a noleggio per l’occasione.

-Uella, oggi si viaggia in bisnes clas!-aveva  esclamato NonnaNenna, salendo sul potente mezzo.

-Qui ci sta comodamente anche il girello!-aveva commentato allegramente l’Elvezia, sporgendosi dal finestrino per salutare.

Imbarcate anche l’Armida e sua sorella Iole, la comitiva era giunta a casa dell’Albertina, nota per la sua propensione a raccontare barzellette.

-Ciao, neh? Cosa sono ‘ste facce da funerale? Va bene che è il 2 novembre… -aveva esordito l’Albertina, issandosi faticosamente sul predellino del furgone. -Allora:

ci sono due amici, Marco e Franco. Franco dice a Marco:
– Perché sei triste?
– Ieri, mentre giocavamo a poker, è morto mio nonno.
-Mi dispiace, ma come è morto, collasso? 
– Non lo so…mica stavo guardando le sue carte!

Le cinque vegliarde erano scoppiate in una fragorosa risata, e per poco, la Iole non aveva inghiottito la dentiera.

-Ecco, siamo arrivate-aveva annunciato la Zaira, parcheggiando il furgone in divieto di sosta, e le sei donne, capitanate da NonnaNenna, avevano cominciato il giro delle tombe, depositando fiori e accendendo lumini ai cari estinti.

-Certo che il tuo Ettore, pace all’anima sua, era proprio un bell’om!-aveva commentato la Zaira, osservando la foto un po’ sbiadita del marito dell’Elvezia, che, con gli occhi lucidi, si soffiava il naso in un immenso fazzoletto ricamato.

-Il Carletto, invece, era un po’ bruttino, ma tanto buono!-aveva sospirato l’Armida, asciugandosi una lacrima.

NonnaNenna, accendendo un cero davanti all’immagine di NonnoNanni, pensava che davvero se n’era andato troppo presto, mentre la Iole, che, non essendosi mai sposata, non aveva mariti da rimpiangere, pensava ai suoi genitori, e sospirava.

-Eh, ma che mortorio, perdinci!- si era lamentata l’Albertina, asciugandosi gli occhi, dopo aver gettato furtivamente un bacio alla foto dell’Emidio.

-Allora:

ci sono due morti che parlano sulla loro lapide, e uno dice all’altro: “Ci andiamo a fare un giro?” L’altro risponde: “Va bene, prendiamo le motociclette dei custodi e andiamo a divertirci!”. Prendono le motociclette e iniziano a correre… Dopo un po’ un morto si gira e vede che l’altro sulla motocicletta porta la propria lapide, allora gli chiede: “Perché ti porti la lapide, a che ti serve?” e quello gli risponde: “Eh, metti che ci fermino i carabinieri:cosa gli diciamo se siamo senza documenti?”

Le sei donne avevano cominciato a ridere di cuore, e i passanti, guardandole, si domandavano cosa mai trovassero di divertente in quella giornata così triste.

Non si erano accorti che  le immagini sulle fredde lapidi di marmo stavano ridendo insieme a loro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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