Regali sotto l’albero e scheletri negli armadi


Ischeletri

IIl giorno di Natale dell’anno precedente, quando L’altrozio, con la sua verve “alternativa” era arrivato a sconvolgere l’equilibrio collaudato e un po’polveroso di decenni di pranzi in famiglia, aveva segnato il confine tra un prima e un dopo che sarebbe stato impossibile valicare a ritroso. Così, quell’anno, nella lista degli invitati al pranzo di Natale il nome de L’altrozio era stato inserito automaticamente, previo incrocio di dita scaramantico a scopo precauzionale. Nel salotto di Cheddonna, dunque, avevano via via preso posto, oltre a quest’ultimo, e a Miomarito, IlPrincipe e NonnaNenna, Loziovescovo, Miasuocera, il dottor Dante e la signora Berenice, la famiglia di Cheddolce e quella della Fulvia. La zia Marta, dopo un ritorno di fiamma con il suo fidanzato storico, Lochefstellare, aveva deciso di trascorrere le feste a Casa del diavolo (PG), dove quest’ultimo risiedeva, e così erano rimasti di nuovo in diciassette, ma questa volta Cheddonna aveva deciso di non farsene un cruccio.

-Apriamo i regali!-aveva proposto il piccolo “Che”, e subito adulti e piccini avevano cominciato a scambiarsi pacchetti e pacchettini, in un trionfo di rosso e oro che avrebbe fatto invidia alle vetrine della Rinascente.

Esauriti i doni destinati a bambini e ragazzi, sotto il grande albero di Natale erano rimasti solo quelli degli adulti.

-Questo è per te, Cheddonna: un libro di ricette, per ispirarti quando scriverai il tuo prossimo best-seller!-si era fatta avanti Miasuocera, porgendole un pesante involto contenente l’opera omnia di Benedetta Parodi.- “Magari è la volta buona che impara a cucinare!” pensava, scuotendo la testa.

-Ma… grazie!-aveva balbettato Loziovescovo, aprendo il regalo di NonnaNenna:”I fioretti di San Francesco, proprio quello che desideravo.” Poi, tra sé:”Ahimé, da quando c’è questo papa venuto dalla fine del mondo, è tornato pure di moda il pauperismo francescano!”

-Tieni, cara.-aveva sussurrato Giannicaro, porgendo a Cheddolce un pacchetto minuscolo, dal valore inversamente proporzionale alle dimensioni.Aprendolo, Cheddolce si era trovata davanti l’annuale gioiello d’ordinanza: un filo di perle, nella fattispecie, che aveva accolto con il corrispondente sorriso, d’ordinanza anch’esso. Sul biglietto che lo accompagnava, però, invece del solito “Sentiti auguri”, o “Cordiali saluti”non c’era scritto nulla. Dopo averlo scorso Cheddolce, con un sorriso inossidabile, l’aveva riposto nella busta, e aveva ringraziato Giannicaro scoccandogli i consueti tre baci sulle guance.

-Avrà capito?-si domandava lui, cercando di interpretare, come faceva da una vita, l’espressione di sua moglie.

-Avrà…capito?-si tormentava lei, senza che nulla trapelasse sul volto atteggiato a un sorriso natalizio.

-Le perle portan pianto…-aveva commentato L’altrozio, prima che Cheddonna, con una gomitata, lo convincesse a non aggiungere altro.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...