Sanremood


 

Oggi non è venerdì, lo so, ma eccezionalmente questa settimana i racconti di Cheddonna saranno due, in occasione del festival di Sanremo.Ci vediamo tra due giorni con #tornodivenerdì

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-Non so voi, ma io non ne posso più di tutte queste notizie su Sanremo…-aveva esordito la Fulvia, prima che la riunione settimanale del M.A.M.A. avesse inizio.-Con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, poi…-

-Io, invece di seguire il Festival, ho deciso  di  riguardarmi l’intero ciclo “Commedie e proverbi” di Rohmer.-aveva annunciato Cheddolce, con nonchalance- Ieri, ad esempio, ho guardato “Il raggio verde”, un ca-po-la-vo-ro!-

– Ma se quando l’abbiamo visto la prima volta al  cinema ti  sei addormentata dopo i primi venti minuti perché dicevi che era di una noia mortale?-pensava tra sé Cheddonna, sogghignando.

-Io, invece, ho spento la T.V. e ho iniziato a leggere l’ “Ulisse di Joyce”… e l’ho quasi finito.-aveva dichiarato Laluisa, con aria competente.-

-Immagino in che modo: saltando dalla prima pagina direttamente all’ultima!-aveva chiosato, sempre tra sé, Cheddonna, che non aveva mai visto Laluisa cimentarsi con qualcosa di più impegnativo  di una rivista di arredamento.

-Noi la televisione non ce l’abbiamo  proprio!-aveva esclamato Lastregadisopra, calando il carico pesante.

Intorno era sceso un silenzio carico di rispetto e di ammirazione.

-Bravi! Che coraggio!- avevano esclamato la Titty  e la Sissy, che, durante le serate del Festival, avevano preferito la programmazione di Sky, ma non erano riuscite a rinunciare del tutto alla televisione.

-Bene, se siamo pronte,  possiamo dare inizio alla riunione, che questa settimana si intitola: “Sanremood, perché Sanremo non è solo un festival:è uno stato d’animo”-aveva detto Cheddonna, e tutte le presenti si erano accomodate sulle sedie poste in circolo.

-Ma avete visto com’era  elegante il vestito di Elodie?-aveva esordito, annuendo  con convinzione.

– E quello di Giusy Ferreri? Eccentrico ma interessante…-le aveva fatto eco Cheddolce, sovrappensiero.

-Sì, ma ha preso un paio di stecche formidabili!-se n’era uscita la Fulvia, polemica.

-E vogliamo parlare di Raoul Bova, che sembrava infagottato in quello smoking di due taglie in più?-era sbottata Lastregadisopra, infervorata.

Tutte si erano girate verso di lei.

-Ma tu non eri quella che non aveva la televisione?-era la domanda muta  apparsa come un cartello luminoso sui volti di tutte le astanti.

Nemmeno troppo muta, se Lastregadisopra si era sentita in dovere di rispondere: -No, sapete, ieri sera ero a cena da mia madre, lei guardava il Festival e io…non ho saputo resistere.-  ed era scoppiata in lacrime.

Dopo un primo momento di imbarazzo, seguito da un brusio crescente, la platea era esplosa in un applauso, dapprima timido, poi sempre più convinto.

Infine avevano cominciato a parlare tutte insieme, accavallando voci e impressioni:

-Avete notato  l’abbronzatura di Carlo Conti? Chissà dove va a fare la lampada!-

-E Maria De Filippi? Grande professionista!-

-Ah, ma Tiziano Ferro  era  da brividi, quando ha cantato Tenco…-

Il tempo era volato e, al termine della riunione, tutte si sentivano stranamente più leggere. Ora, una volta uscite di lì, avrebbero potuto continuare a criticare Sanremo, con la consapevolezza che il

M.A.M.A.

non avrebbe mai tradito il loro segreto.>h/2>

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