Sindaca, ministra, essera umana.


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-Roba da matti!-aveva commentato NonnaNenna, guardando il tg,-il sindaco di Roma è coinvolto in un altro scandalo.

-Sindaca, NonnaNenna, si dice sindaca, al femminile!-l’aveva rimproverata Cheddonna, guardandola con riprovazione, e scoccando un’occhiata d’intesa alla Fulvia, che era passata di lì per un caffè.

-Sa l’è sta novità? A me a scuola hanno insegnato che sindaco è un nome maschile, come ministro, o medico, e la grammatica non è un’opinione-aveva obiettato NonnaNenna, sbuffando.

-Scusi se mi permetto, NonnaNenna,-era intervenuta la Fulvia,-ma ai suoi tempi ruoli di prestigio come quello di medico o di sindaco, per non parlare di quello di ministro, erano appannaggio esclusivo degli uomini, va da sé che prima fossero declinati al maschile, mentre ora…-

-Ci sono voluti anni di lotte per far riconoscere i diritti delle donne, e ancora oggi siamo discriminate nel mondo del lavoro e nella politica.-aveva aggiunto Cheddonna.

-E, nel 2017, molto spesso le donne sono ancora considerate esseri inferiori, oggetti di cui disporre. Violenze domestiche, fisiche e psicologiche, femminicidi…Serve un segno, anche verbale, che ridia valore a noi donne, restituendoci quella dignità che la società cerca di toglierci in mille modi.-aveva concluso la Fulvia, scuotendo gravemente il capo, imitata da Cheddonna.

In quel momento IlPrincipe aveva fatto irruzione nella stanza, gridando:-Ma’, porc put, non mi hai ancora stirato la camicia, caz! Te l’ho detto che mi serve subito!-

-Hai ragione, stella, ma era sotto al mucchio di vestiti che hai lasciato in camera tua e  ho lavato ieri sera… non è ancora asciutta…-si era scusata Cheddonna, a disagio, mentre la Fulvia non sapeva più dove rivolgere lo sguardo.

NonnaNenna si era alzata in piedi, appoggiandosi al bastone da passeggio, e aveva esclamato.-Ti uì, rambambi, ti sembra il modo di rivolgerti a tua madre? E’ un essere umano, mica una bestia come te!-

-O forse adesso si dice “bestio”, perché è maschile, e”essera umana”-pensava tra sè, -mah, in fondo, la sostanza non cambia.-

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