Labbra-a-canotto e décolléte esplosivi


Quando Losplendido era tornato in Italia e si era fidanzato con Labbra-a-canotto, andando a vivere con lei e i suoi due figli adolescenti, Fighippo e Cessika, la Fulvia aveva dovuto accettare, obtorto collo, di fargli incontrare il piccolo Ernesto, detto il “Che” due volte alla settimana.

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-Se penso che mi ha lasciata perché non voleva avere figli e adesso fa il padre amorevole di due, dico due adolescenti, mi viene una rabbia!-si lamentava al telefono con Cheddonna, che l’ascoltava pazientemente.

-Oggi non me la sento proprio di incontrare quella donna, non è che potresti accompagnare tu il “Che”?-le aveva chiesto poi, supplichevole.

A Cheddonna non dispiaceva affatto il poter dare un’occhiata da vicino alla nuova compagna de Losplendido, di cui aveva tanto sentito parlare, così, dopo essere passata a prendere il “Che”, aveva suonato il campanello del citofono condominiale.

La voce de Losplendido l’aveva invitata a salire all’ottavo piano.

Mentre si apprestavano a salire sull’ascensore, dal portoncino d’ingresso era entrata, tutta trafelata, una procace signora sui cinquant’anni, inerpicata su stivali di pelle tacco 15, dai lunghi capelli  blorange, il colore della stagione, e dalle enormi labbra al silicone.

-Ciao, campione!-aveva trillato quest’ultima, scoccando a un attonito “Che” tre baci sulle guance.-Piacere, sono Labbra-a-canotto, e lei dev’essere Cheddonna!

Cheddonna le aveva stretto la mano, ed entrambe erano state molto attente a non ferirsi reciprocamente con le unghie appena laccate.

Poi, facendosi da parte, Cheddonna l’aveva invitata a salire con loro sull’ascensore.

Labbra- a -canotto l’aveva guardata con tanto d’occhi, declinando recisamente l’invito, poi, stringendo i labbroni in un sussurro, le aveva confidato. -Sa, da quando mi sono rifatta il seno non prendo mai l’ascensore…ho sentito dire che in certi casi le protesi possono esplodere! Ci vediamo su-u!- e, agitando la mano in segno di saluto, aveva faticosamente inforcato la tromba delle scale, per risalire gli otto piani che la separavano dal suo appartamento.

No, no, decisamente lei non si sarebbe MAI rifatta il seno, pensava Cheddonna, scuotendo la testa.

-Non poter mai più prendere l’ascensore, ma scherziamo?!-

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