La (quasi) avvelenata a modo mio


Credo che capiti a tutti coloro che scrivono, prima o poi. Quella sensazione di girare in tondo insensatamente, voglio dire.

Di gridare nel deserto.

Di stare intrattenendo un vivacissimo scambio di idee…con se stessi, più che con i lettori.

Di ottenere  consensi di convenienza, da persone che probabilmente non hanno letto nemmeno una riga di ciò che si è scritto.

Di continuare a essere  disinteressati e obiettivi nell’incoraggiare gli altri e nel promuovere i loro successi, ma di non ricevere quasi mai lo stesso trattamento.

Di essere fraintesi, e  giudicati presuntuosi, proprio da coloro che si conoscono anche  nella vita  reale, per questo voler condividere il proprio lavoro, e per l’entusiasmo che ci si mette nel farlo.

Di essere giudicati frivoli, perché far ridere, e sorridere,  si sa, è arte di serie B.

Di stare sprecando il proprio tempo, in fondo.

Poi c’è  chi, per averlo fatto sorridere in un momento buio, ti dice grazie e tu resti senza parole, ché tanto non servono, in questi casi. Ma smetti di  girare in tondo,  e ricominci a camminare, per la tua strada.

9 pensieri riguardo “La (quasi) avvelenata a modo mio

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