(n.b.: il personaggio di Gina Brancaleone è comparso per la prima volta, in esclusiva, in “Le farfalle sotto l’arco di Tito”-Editore XY.IT)

La presentazione di “q.b-manuale di cucina atomo molecolare” al Salone del libro di Torino 18581714_10209284771503193_5574962015278786763_nsi era da poco conclusa e Cheddonna, dopo aver firmato la pila di copie che i lettori, pazientemente in fila, le porgevano una dopo l’altra, era finalmente libera di gironzolare nei quattro ettari e mezzo di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere, tra i 469 stand singoli, i 12 spazi regionali (più quello dedicato a Matera) e i tre internazionali di Cina, Romania e Marocco, dove le 1060 case editrici presenti stavano dando vita a 1200 appuntamenti diversi, nelle 30 sale a disposizione. Ovviamente, senza rinunciare nemmeno per un istante ad indossare il tacco 12.

Mentre era intenta a sfogliare dei  coloratissimi libri illustrati-peccato che IlPrincipe fosse ormai decisamente troppo cresciuto…-le era caduto lo  sguardo su uno  stand dove i volumi, impilati in colonne alte mezzo metro, stavano ammassati come pendolari in metropolitana nell’ora di punta, senza soluzione di continuità. Libri di cucina accanto a romanzi rosa, saghe storiche e fantasy e raccolte di poesie, racconti horror e libri per  bambini si contendevano lo spazio del tavolo, facendolo apparire in procinto di crollare da un momento  all’altro.

Dietro a quelle imponenti mura cartacee stava  seduta una donna di mezza età, che a Cheddonna sembrava di conoscere. Qualcosa, nel suo sguardo  perso nel vuoto e nel  viso incolore, le aveva ricordato “L’assenzio” di Degas. Di nuovo. Un déjà vu, decisamente.

-Gina Brancaleone!- aveva esclamato, ancor prima di leggere il nome della casa editrice sullo stand.

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Dopo la pubblicazione di “q.b.-manuale di cucina atomo-molecolare”, Cheddonna era stata invitata più volte a manifestazioni culturali ed eno-gastronomiche, alle quali aveva sempre partecipato volentieri, presentando le sue ricette a un pubblico sempre più interessato.

Un giorno aveva ricevuto un invito alla “Sagra  della porchetta vegan con patate “, il cui piatto forte erano, naturalmente, le sole patate.images

Cheddonna aveva accettato volentieri, così, il giorno stabilito, aveva raggiunto la biblioteca  nella quale avrebbe dovuto presentare il suo libro.

Giunta sul posto, si era presentata alla bibliotecaria, che, scorrendo l’elenco degli ospiti, non era riuscita a trovare da nessuna parte il nome di Cheddonna.

Sui tavolini sparsi per l’angusta sala stavano appollaiati altri autori, dai visi annoiati, semi-nascosti da pigne di libri invenduti.download (2)

Di pubblico nemmeno l’ombra.

-Guardi, non so cosa dirle, dobbiamo aspettare la capo-bibliotecaria, la signora Alda, intanto, per il momento, può mettersi qui, poi, nel caso, si sposta.- e la donna le aveva fatto un po’ di spazio su un tavolino defilato, tra l’uscita di sicurezza e la porta dei bagni.

-Che tristezza!-non aveva potuto fare a meno di esclamare Cheddonna, nemmeno troppo a bassa voce, e la bibliotecaria aveva ridacchiato un po’, imbarazzata.

Dopo una buona mezz’ora la signora Alda, una donna magra e dai bulbi oculari  ipertiroidei, download (4)era finalmente arrivata e, senza degnare Cheddonna di uno sguardo, era andata a chiacchierare con una delle personalità  presenti sopraggiunte nel frattempo.

Intanto  al tavolo di Cheddonna si erano avvicinate molte persone, la maggior parte delle quali per chiedere quale fosse la porta della toilette e,  per un momento, lei aveva pensato di fingersi la custode, e di chiedere  l’obolo per il servizio.download (3)

Poi, finalmente, la signora Alda si era avvicinata al tavolino, e sfogliando il libro di Cheddonna  aveva emesso un gridolino soffocato.

-Medaglioni di maiale “ice and fire”, cioè CARNE? Mozzarella in carrozza fatta con latte di MUCCHE INNOCENTI? Bastoncini di …PESCE? Ma lei si rende conto di dove si trova? Questo è un festival VEGANO! Si può sapere CHI le ha mandato l’invito?-e, roteando gli occhi bovini, si era allontanata, sdegnata.download (5)

Cheddonna era incredula.

-Veramente me l’hai mandato tu, ma forse non hai nemmeno letto il libro, del resto non hai mai risposto alle cinque mail che ti ho spedito per chiedere dettagli sull’organizzazione… – e, dopo aver sgomberato in fretta  il tavolino, Cheddonna era andata via. La aspettavano alla sede degli Astemi Anonimi,  lì avrebbe avuto un’accoglienza migliore, forse…

-Davvero è uno strano, strano mondo, quello che ruota intorno ai libri, non ci si fa mai l’abitudine.-pensava tra sé.

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