Per Cheddonna la salvaguardia dell’ambiente era sempre stata una priorità, a maggior ragione da quando  IlPrincipe, giunto ormai alla quinta liceo, le aveva fatto capire che non era  il caso che lei insistesse nell’accompagnarlo in macchina  davanti al portone della scuola, ché faceva proprio sfigato, visto che, peraltro,  dalla scuola abitavano a meno di cento metri.

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In fila all’ufficio postale Cheddonna attendeva ormai da un quarto d’ora il suo turno per inviare una raccomandata.

Davanti a lei  una decina di persone, visibilmente insofferenti per la lunga attesa, occupavano tutto lo spazio, snocciolandosi in una fila colorata e sghemba tra la porta di vetro e il bancone.

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-Ciao, tesoro, tutto bene oggi, a scuola?-aveva domandato Cheddonna, affacciandosi alla porta della cucina, mentre IlPrincipe entrava in casa.

-Uhm,  fanc, scuola di m, caz…-aveva risposto lui.

-Come, scusa?- aveva insistito Cheddonna, che non aveva afferrato il concetto.

-Eeeh, Ma’? Boh, che pall. -e, alzando le spalle, si era avviato verso la sua stanza, dopo aver lanciato un’occhiata interrogativa a sua madre.

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-Auguri, Gaetano!-aveva esclamato IlSignorMilani, incontrando Cheddonna al ritorno dalla passeggiata mattutina.

Cheddonna aveva lanciato una rapida occhiata al grosso quadrupede che, come tutte le mattine, le aveva fatto fare di corsa il giro di tutto l’isolato, inerpicata sulle sue scarpe tacco 12, poi aveva guardato IlsignorMilani con aria interrogativa.

-Grazie ma…perché?- gli aveva domandato, fermandosi, ansante, a controllare che i tacchi fossero rimasti al loro posto, mentre Gaetano le strofinava il grosso muso sulle gambe.

-Ma come, “perché”? Oggi è il quattro ottobre: la giornata mondiale degli animali! Non lo sapeva?-

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