Autonomie pericolose


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Alla riunione del M.A.M.A.* c’era un insolito fermento; le mamme in attesa dell’inizio, divise in piccoli capannelli, discutevano tra loro. I volti animati, i toni a tratti accesi e il ripetuto incrociarsi di braccia lasciavano presagire che l’argomento che di lì a poco sarebbe stato oggetto della riunione fosse  davvero qualcosa di grosso.

Parole come “indipendenza”, “autonomia”, “separazione”, echeggiavano ripetutamente nella sala gremita, dove finalmente era giunta Cheddonna che, con un sorriso tirato, aveva preso posto sulla sedia a lei riservata.

-Amiche, sorelle, madri…-aveva esordito, con  la voce incrinata, -voi tutte siete a conoscenza degli avvenimenti di questi giorni. Venti di separazione spirano tra noi, forti spinte verso l’autonomia lasciano presagire imminenti distacchi e rotture di equilibri ormai consolidati.-

-Vero.-

-Eh già!-

-E il mondo, come sempre, sta a guardare senza far nulla!- erano intervenute la Titty, la Marty e Laluisa, guardandosi l’un l’altra in cerca di conforto.

-Si chiama libertà!- era saltata su la Fulvia, che, dato il suo passato da pasionaria, non poteva fare a meno di trovarsi  in disaccordo con la maggioranza delle persone.

Cheddonna l’aveva volutamente ignorata e aveva proseguito nel suo discorso.

-L’autonomia richiede grande maturità; non si può pensare di ottenerla da un giorno all’altro, unilateralmente, poi! Senza contare che le separazioni forzose lasciano sempre una scia di distruzione dietro di sé.-  aveva esclamato alzandosi in piedi, infervorata.

-Eh, ma forse qualcosa si sta muovendo, guarda…-era intervenuta sua sorella Cheddolce, che aveva appena dato un’occhiata alle news del tg sul telefonino, e le stava mostrando a Cheddonna.

Quest’ultima aveva letto in silenzio l’articolo, poi aveva scosso la testa, sconsolata.

-No, no, siamo alle solite!Compromessi, sempre e solo compromessi! Fino a quando i politici non decideranno di assumersi la responsabilità di andare fino in fondo alle loro decisioni, non cambierà mai nulla! Vi sembra possibile che la ministra Fedeli abbia fissato l’obbligo di accompagnare i ragazzi a scuola soltanto fino ai quattordici anni? Davvero, di questo passo dove andremo a finire?-

*Movimento Anonimo Mamme Apprensive

 

 

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