Per me, uomo, “il mondo di Cheddonna” è stato un letto di chiodi.

All’inizio della lettura mi sono ritrovato a dirmi “non ce la posso fare!” perché, veramente, Cheddonna vive in un mondo totalmente opposto al mio, fatto di tante piccole punte che, una ad una, mi si infilavano nella carne man mano che cercavo di andare avanti, adagiandomi, supino, nella lettura.
Mi dicevo: “non può esistere una persona così!” ma soprattutto non riuscivo a vedere, al di là del mio naso, cosa potesse esserci più avanti, oltre la scelleratezza di usare il SUV per fare 100 mt di strada per accompagnare il figlio a scuola che, ovviamente, avrebbe ben potuto andarci da solo oltre che a piedi! Oppure alla incongruenza di mettere in lista nera il kebab dopo averne apprezzato ogni sfumatura di gusto.
Il tutto in nome di un perbenismo e una apparenza che trascendono tutto. Proprio tutto.
Eppure…questi piccoli chiodi, tutti insieme, ti accompagnano in una sorta di comodità che si riesce ad apprezzare solo dopo essersi completamente adagiati su questo letto rendendosi conto che, tutti insieme, sostengono il lettore in un comfort inaspettato. Tale da farti rimpiangere che, dopo l’ennesima stilettata, siano finite.
Scritto molto bene e con una scorrevolezza che trasporta il lettore tra le incongruenze di Cheddonna molto fluidamente, si fa apprezzare maggiormente quando si riesce ad individuare il quadro d’insieme allontanando lo sguardo dal singolo episodio per riuscire a capire, finalmente, come funziona il pensiero della protagonista.
E’ molto appropriato per un pubblico femminile che, certamente, si farà un sacco di risate.
Molto consigliato anche al pubblico maschile al quale si aprirà un mondo! Nota per i maschietti: non crediate che le donne siano tutte così, mi raccomando!
Grazie a Chiara per avermi aperto questa finestra sul mondo della sua Cheddonna!

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