(Qualche anno prima)

Come ogni giorno, all’una e trenta, Cheddonna era andata a prendere IlPrincipe all’asilo.
Gli altri bambini, dopo il primo mese di inserimento, si fermavano già fino alle 15.30, ma Cheddonna, pur essendo ormai iniziato da un pezzo il secondo anno, riteneva che fosse ancora troppo piccolo per restare a scuola fino a quell’ora.
Non che IlPrincipe fosse molto d’accordo: aveva sentito raccontare che, nel pomeriggio, si facevano le attività più divertenti e poi tutti i suoi compagni si fermavano…
“Ciao, tesoro! Cos’hai fatto, di bello, oggi?” gli aveva domandato, mentre gli abbottonava il giubbotto.
“Marcoilbullo dice che sono un piccolo, perché vado a casa dopo mangiato. Ma io gli ho detto che sono un mezzano, proprio come lui!”
“Uhm…e lui cos’ha risposto?” gli aveva chiesto Cheddonna, preoccupata.
“Niente, ma mi ha dato un pizzicotto al naso”
“Cosa? E tu, cos’hai fatto?”
“Ho gridato: attacco snarigioooooo! e mi sono soffiato il naso con la sua mano”.
Be’ forse non era più così piccolo, dopo tutto.
Da domani, pensava Cheddonna, sarebbe andata a prenderlo alle 15.30.

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