“Cheddonna, dov’è la mia tessera sanitaria?”
“Nel tuo portafogli”
“Non c’è”
“Guarda meglio…”
“Ah, eccola!Sai dove ho messo le chiavi di casa?”
“Sulla mensola all’ingresso, come al solito…”
“Non ci sono..”
“Prova a guardare sul mobile in sala”
“No…”
“In cucina”
“Nemmeno”
“In bagno”
“Neanche…Vabbè, tanto mi apri tu, stasera.”
“Certo, caro” disse Cheddonna, abbracciando Miomarito sulla soglia di casa. “Ma…queste cosa sono?”gli domandò, scorgendo un bagliore metallico provenire dalla valigetta semi-aperta.
“Ehm…non le avevo viste. Oggi non è giornata!Meno male che ci sei tu!”e Miomarito, dopo averle schioccato un bacio, sparì dietro la porta, e tornò ad immettersi nel flusso dei suoi  molteplici impegni.
A Cheddonna, dopo tutto quel cercare, era venuto un gran mal di testa; le sarebbe proprio servito qualcosa… un Enantyum…già, ma dove l’aveva messo?

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