Nella parrocchia di don Travet, dopo anni di assoluto immobilismo, erano in corso grandi cambiamenti.

Il giorno di Ognissanti, accanto al parroco, sull’altare, c’erano due nuovi sacerdoti: uno giovanissimo, di recente ordinazione, l’altro decisamente più anziano.

-Cari fratelli, -aveva esordito don Travet, guardando l’orologio, – vi presento i nuovi sacerdoti che da oggi in poi mi affiancheranno nella pastorale parrocchiale: don Tavor e don Jok. A. Jouer. Io non posso trattenermi perché ho un incontro con Sua Eccellenza Loziovescovo, perciò saranno loro a concelebrare la santa messa di oggi.

E, così dicendo, don Travet si era rapidamente eclissato, sfrecciando via sulla sua cabriolet nuova fiammante, non prima di essere passato dalla casa parrocchiale a prendere le mazze da golf.

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Ciao a tutti, come scrivevo qualche giorno fa su Fb,  sono in arrivo nuovi personaggi ne “Il mondo di Cheddonna”. Due personaggi che avranno a che fare, in particolare, con NonnaNenna, don Travet e Loziovescovo.

Non sapete chi sono NonnaNenna, don Travet e Loziovescovo, dite?

Niente paura, basta cliccare sui nomi evidenziati e vi appariranno alcune delle loro storie.

Buona lettura!

Per coloro che capitano su questo blog per la prima volta, magari per caso, o perché incuriositi dal titolo, non è facile orientarsi. I cinquecento e più post, tra racconti e recensioni,  che si sono susseguiti in questi primi sei anni, seguono un ordine cronologico che racconta le vicende di Cheddonna, della sua famiglia  e dei suoi amici in tempo reale, perciò non è detto che leggendo l’ultimo post si riesca a entrare nel vivo della narrazione.

Non è mica “Beautiful”, che se anche smetti di guardarlo per un paio d’anni  e poi lo riprendi trovi sempre Ridge e Brooke che si sposano!

Il mio consiglio, se volete entrare nel mondo di Cheddonna, è di cercare il primo post: “Cheddonna e l’arcobaleno”, pubblicato nel gennaio del 2012 e, da lì, proseguire nella lettura.

Ciao e buon viaggio nel mondo di Cheddonna!

-Allora, IlPrincipe, hai pensato a quale facoltà vorresti iscriverti, dopo la maturità?- gli aveva domandato Cheddonna, una sera di maggio.

-Uhm, boh…- aveva risposto lui, laconico come sempre.

-Be’, vediamo: dopo l’Artistico…architettura?

-Umpf! Naaa.

-L’Accademia di Belle Arti? Più creativa, forse…

-Bleah!

-Una Laurea triennale in Fotografia? con tutte le foto che pubblichi su Instagram!

-Bah!

-Scenografia? Conservazione dei beni Culturali?

-…

-?

-Uffa: medicina.

-Medicinaaa?

-Eh!-aveva risposto IlPrincipe, sgranando gli occhi come se fosse la cosa più ovvia del mondo, con un’espressione che a Cheddonna aveva ricordato quella del dottor House quando parlava con uno dei suoi colleghi.

A Cheddonna erano tornate in mente le parole che quest’ultimo aveva pronunciato in una delle puntate: “Cosa preferiresti: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori? Suppongo che farebbe parecchio schifo avere un dottore che ti ignora mentre muori.”

-Dottor IlPrincipe…-aveva ripetuto Cheddonna tra sé e sé, riflettendo.-Sì, credo proprio che Medicina sia la scelta giusta per lui.

 

 

Litri e litri di caffè alternati a ettolitri di camomilla, per attenuarne gli effetti e cercare di dormire almeno un po’;

ore e ore senza riuscire a chiudere occhio, la stanchezza ormai cronica, e la testa divisa tra i programmi e il pensiero fisso di quell’orale che si avvicinava ormai a grandi passi.

Agitazione, nervi a fior di pelle, il desiderio di arrivare subito all’indomani mattina e la paura di quell’alba che stava per spuntare, dietro la finestra aperta per lasciar entrare l’aria fresca del primo mattino.

E, finalmente, il giorno degli orali era arrivato: certamente quella “notte prima degli esami” sarebbe rimasta per sempre tra i suoi ricordi indelebili, riaffiorando, talvolta, nei sogni, pensava Cheddonna, mentre, coi capelli sparati in mille, improbabili direzioni e gli occhi pesti, andava a svegliare IlPrincipe, che dormiva placidamente nel suo letto.

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