Per coloro che capitano su questo blog per la prima volta, magari per caso, o perché incuriositi dal titolo, non è facile orientarsi. I cinquecento e più post, tra racconti e recensioni,  che si sono susseguiti in questi primi sei anni, seguono un ordine cronologico che racconta le vicende di Cheddonna, della sua famiglia  e dei suoi amici in tempo reale, perciò non è detto che leggendo l’ultimo post si riesca a entrare nel vivo della narrazione.

Non è mica “Beautiful”, che se anche smetti di guardarlo per un paio d’anni  e poi lo riprendi trovi sempre Ridge e Brooke che si sposano!

Il mio consiglio, se volete entrare nel mondo di Cheddonna, è di cercare il primo post: “Cheddonna e l’arcobaleno”, pubblicato nel gennaio del 2012 e, da lì, proseguire nella lettura.

Ciao e buon viaggio nel mondo di Cheddonna!

-Allora, IlPrincipe, hai pensato a quale facoltà vorresti iscriverti, dopo la maturità?- gli aveva domandato Cheddonna, una sera di maggio.

-Uhm, boh…- aveva risposto lui, laconico come sempre.

-Be’, vediamo: dopo l’Artistico…architettura?

-Umpf! Naaa.

-L’Accademia di Belle Arti? Più creativa, forse…

-Bleah!

-Una Laurea triennale in Fotografia? con tutte le foto che pubblichi su Instagram!

-Bah!

-Scenografia? Conservazione dei beni Culturali?

-…

-?

-Uffa: medicina.

-Medicinaaa?

-Eh!-aveva risposto IlPrincipe, sgranando gli occhi come se fosse la cosa più ovvia del mondo, con un’espressione che a Cheddonna aveva ricordato quella del dottor House quando parlava con uno dei suoi colleghi.

A Cheddonna erano tornate in mente le parole che quest’ultimo aveva pronunciato in una delle puntate: “Cosa preferiresti: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori? Suppongo che farebbe parecchio schifo avere un dottore che ti ignora mentre muori.”

-Dottor IlPrincipe…-aveva ripetuto Cheddonna tra sé e sé, riflettendo.-Sì, credo proprio che Medicina sia la scelta giusta per lui.

 

 

Litri e litri di caffè alternati a ettolitri di camomilla, per attenuarne gli effetti e cercare di dormire almeno un po’;

ore e ore senza riuscire a chiudere occhio, la stanchezza ormai cronica, e la testa divisa tra i programmi e il pensiero fisso di quell’orale che si avvicinava ormai a grandi passi.

Agitazione, nervi a fior di pelle, il desiderio di arrivare subito all’indomani mattina e la paura di quell’alba che stava per spuntare, dietro la finestra aperta per lasciar entrare l’aria fresca del primo mattino.

E, finalmente, il giorno degli orali era arrivato: certamente quella “notte prima degli esami” sarebbe rimasta per sempre tra i suoi ricordi indelebili, riaffiorando, talvolta, nei sogni, pensava Cheddonna, mentre, coi capelli sparati in mille, improbabili direzioni e gli occhi pesti, andava a svegliare IlPrincipe, che dormiva placidamente nel suo letto.

Giorno 1:-Allora, IlPrincipe, com’era il tema?

-Uhmmm.

Giorno 2:-Che dici?Era interessante la traccia della seconda prova!

-Umpf…

Giorno 3:- Beh, dai, anche il quizzone è andato…

-Bah!

A Cheddonna era scesa una lacrimuccia.

Per giorni, durante gli esami scritti, IlPrincipe le era sembrato un altro, con tutti quei “per favore, mammina”, e quei “grazie” e “prego” come se piovesse.

La tensione, si sa, fa fare cose strambe, ma adesso che IlPrincipe, dopo aver abbandonato lo zaino in mezzo al salotto, era andato a chiudersi in camera sua sbattendo la porta, ed emettendo una sfilza di grugniti,  Cheddonna aveva esclamato, soffiandosi il naso:-Eccolo, il mio ragazzo è tornato!

 

Maturità e camomilla

-IlPrincipeee, vuoi il caffè?

-Uhm, no ma’, grazie, ne ho già bevuta  una caffettiera…

-Te lo  faccio l’ovetto sbattuto?

-No, grazie, ma’.

-Ti alzo un po’ l’aria condizionata? Non so come fai a studiare con questo caldo!

-Guarda che si sta benissimo, anzi!

-Uh, hai freddo? Vuoi una felpa?

-No-o! Scusa, ma, adesso dovrei ripetere la tesina….

-Certo, certo…Vuoi che te la provi?Facciamo una simulazione degli orali, che ne dici? Eh?

IlPrincipe si era alzato dalla sedia girevole che in quei giorni precedenti la maturità era diventata la sua seconda casa e, con molta calma e un’insolita gentilezza, aveva accompagnato Cheddonna alla porta, congedandola con un “no grazie” accompagnato da un sorriso perentorio e definitivo, nella sua fissità.

Cheddonna era rimasta qualche secondo dietro la porta chiusa, in attesa che magari IlPrincipe ci ripensasse e decidesse di riaprirla, come nei film, ma non era accaduto, e lo squillo del telefonino l’aveva distolta dal proposito di tentare un altro blitz in camera sua.

Era la Fulvia.

-Allora? Come sta vivendo IlPrincipe la vigilia degli esami di  Maturità? E’ agitato? E tu?

-Io? Io sono calmissima!- era riuscita a rispondere Cheddonna, un secondo prima che il telefonino le cadesse dalle mani, non proprio fermissime. Poi, recuperatolo da terra, aveva aggiunto:- Lui, invece, è un fascio di nervi. Non l’ho mai visto così! Non so proprio come faremo ad arrivare agli orali, di questo passo. Anzi, adesso scusami, ché devo andare a preparargli una camomilla! (to be  continued)

 

 

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