-Pronto, Cheddonna, tutto bene?- aveva esordito Cheddolce, verso mezzogiorno.

All’altro capo del telefono c’era stato un momento di silenzio.

-Non farmi parlare, guarda…-aveva cominciato a dire Cheddonna.

-Perché?-

-Eh, oggi è san Biagio.-

-E…?-

-E NonnaNenna ha voluto a tutti i costi che l’accompagnassi in chiesa per la benedizione della gola.-

-Ah, sì, è vero! Poi ti danno il pane benedetto da portare a casa!-si era ricordata Cheddolce.

-Eh, anche lei lo pensava, ma c’era così tanta gente, ma così tanta gente…-

-Nemmeno a Natale e Pasqua si vede un pienone così!-aveva brontolato ad alta voce NonnaNenna, in sottofondo.

-Davvero? E così non siete riuscite a prendere il pane benedetto?-

-No!- aveva sospirato Cheddonna,-E NonnaNenna ci è rimasta malissimo…-aveva aggiunto, abbassando la voce per non farsi sentire dalla nonna.

-Ma cara, che problema c’è? Io stamattina sono andata  dal panettiere e ho comprato lì il pane che il parroco era passato a benedire, prima di andare a dire la messa. Se ti sbrighi ne trovi ancora…

Sssst, però forse a NonnaNenna è meglio non dire dove lo hai preso!-

(Leggere prima “La fase adulta del M.A.M.A.”)

 

 

-Bella idea!-aveva commentato la Fulvia, a caldo.-Se c’è qualcuno che può salvare questo paese disastrato sono proprio le donne, e chi meglio di noi, mamme del M.A.M.A.? –

-Bene, brava, bis!- l’avevano acclamata le mamme presenti.

Cheddonna si era guardata intorno, soddisfatta: l’entusiasmo che sentiva provenire dall’uditorio le dava la carica necessaria per affrontare quella nuova sfida.

-Non ci resta che stendere il programma, allora! Da dove cominciamo?Innanzitutto  aboliamo qualcosa, direi-aveva proposto, con l’entusiasmo del primo giorno di scuola.

-Eh, non è facile, noi entriamo in campo solo adesso, e gli altri partiti hanno già proposto di abolire la legge Fornero, il canone Rai, i vaccini, le tasse universitarie, le “pensioni d’oro”, la legge Merlin…-aveva elencato la Fulvia.

Le mamme del M.A.M.A. si erano guardate l’un l’altra, senza sapere cosa dire. Mica facile davvero, in una campagna elettorale dove si è già proposto di abolire qualunque cosa, trovare altri spunti.

-Ma mie care!-le aveva riprese affettuosamente Cheddonna,-non perdiamoci in un bicchiere d’acqua! Siamo o non siamo il “Movimento Anonimo Mamme Apprensive”?

-Sì, ben detto!- aveva commentato Laluisa.

-E allora la prima proposta che faremo è: abolire la maggiore età a 18 anni e portarla a 30, no, che dico? 35 anni!-aveva concluso Cheddonna.

Un boato, seguito da un fragoroso applauso, aveva accolto queste ultime parole.

-Giusto, e aboliamo anche la patente a 18 anni!-aveva gridato la Titty, mamma della Sissy, che da quando la figlia aveva cominciato a guidare la sua macchina, era sempre costretta a usare i mezzi pubblici.

-E le discoteche, che chiudono tardissimo e i ragazzi stanno in giro fino ad ore assurde e a noi tocca stare sveglie fino a quando non tornano a casa? Aboliamole subito!-aveva detto tutto d’un fiato la Marty, mamma del Lolly, che, da quando era diventato maggiorenne, si faceva chiamare Lo-e-basta.

-Vogliamo parlare dei compiti a casa? Bisogna as-so-lu-ta-men-te abolirli!-era saltata su la Fulvia per la quale, con il piccolo “Che” alla scuola primaria, ogni pomeriggio era “lotta dura senza paura” con l’ analisi grammaticale e la geometria piana.

-Già, per non parlare dei temi di compito al liceo! Una volta la prof di italiano della Kikk@ ha osato darmi 5! A  me!-si era alterata Cheddolce, che si vantava di essere sempre stata brava in italiano.

NonnaNenna, che per l’occasione era stata invitata come membro anziano, scuoteva la testa, pensierosa.

  • Aboliamo di qua, aboliamo di là…Che strani tempi!Quando ero giovane io i programmi elettorali proponevano di fare qualcosa, mica di disfarlo…-

Durante le ultime riunioni del M.A.M.A.* si era discusso molto, oltre che dei consueti problemi dei figli adolescenti, anche delle imminenti elezioni politiche.

Il diffuso clima di malcontento era palpabile anche tra le mamme del movimento, che non riuscivano a raccapezzarsi tra le miriadi di esternazioni che i diversi esponenti dei partiti sfornavano  a ciclo continuo, a suon di tweet e post sui social.

Cheddonna aveva riflettuto molto, e quella mattina aveva deciso di tenere un discorso alle iscritte.

-Amiche, di più,  sorelle! Leggevo sui giornali che alle prossime elezioni, oltre a quelli di maggior spicco, si presenteranno diversi nuovi partiti come:”L’Italia di Mameli”, “10 volte meglio”, “Recupero maltolto: TFR libero”, “Poeti d’azione”, “W la Fisica” e “Sacro romano impero cattolico”. Una simile quantità di simboli e proposte rende assai ardua la decisione!-

-C’è più scelta che all’Esselunga!-aveva commentato Laluisa.

-Escluderei il partito “Sms”,-aveva continuato Cheddonna,- perché, suvvia, di questi tempi chi li usa più? –

-Eh, sì,  sarebbe stato meglio chiamarlo”Whatsapp” … – aveva convenuto Lastregadisopra.

Cheddonna si era schiarita due o tre volte la voce, poi aveva proseguito il discorso.

-Ecco, il partito delle “Buone maniere”, potrebbe essere interessante, con la maleducazione che c’è in giro al giorno d’oggi, ma io sono convinta che si possa fare ancora di più!-

Le mamme del movimento l’ascoltavano con grande attenzione.

Cheddonna aveva socchiuso gli occhi e, giungendo le mani davanti alla bocca, aveva annuito a lungo, in silenzio.

Poi, rivolta alle altre mamme, aveva esclamato, ispirata:

-Il M.A.M.A. è giunto ormai alla sua fase adulta, ed è ora che spicchi il volo. Siamo pronte a buttarci nell’agone e a presentarci alle  elezioni del 4 marzo? –

(Fine prima parte #tornodivenerdì con la seconda parte del racconto, buon fine settimana a tutti!)

*Movimento Anonimo Mamme apprensive

Si ringrazia Jacopo Agosti per il logo del Movimento.

Clicca sui nomi evidenziati per scoprire curiosità o altre avventure dei personaggi di questo racconto!

 

 

 Loziovescovo, ospite a casa di Cheddonna per il periodo delle festività, aveva voluto fare un’improvvisata al  suo segretario di un tempo, don Travet, che svolgeva attualmente la funzione di preposto nella parrocchia della nipote.

Accompagnato da quest’ultima,  si era recato all’ufficio parrocchiale, dove una targa in ottone informava gli utenti che il parroco sarebbe stato presente (preferibilmente su appuntamento) dalle 15 alle 17.

Loziovescovo aveva guardato l’orologio: le 17 e un minuto.

-Siamo certamente ancora in tempo!-aveva esclamato, prima di suonare il campanello, ed era rimasto  sulla soglia, in attesa che qualcuno venisse ad aprire.

Le luci, all’interno dell’ufficio, erano tutte spente, anche se Cheddonna avrebbe giurato di aver sentito un rumore di passi, all’interno.

-Strano, non risponde nessuno.-aveva considerato tra sé e sé Loziovescovo, -eppure l’orario di ricevimento è appena terminato…-

Di lì a poco, il rombo di un motore di grossa cilindrata, proveniente dal retro dell’edificio, aveva catturato l’attenzione di Cheddonna e de Loziovescovo. Poi l’auto, al cui volante c’era don Travet, aveva imboccato il vialetto di accesso, che passava proprio davanti al portone dell’ufficio parrocchiale e, alla vista delle due persone ferme davanti ad esso, aveva frenato bruscamente.

Il conducente aveva abbassato il finestrino e, avendo riconosciuto Loziovescovo, lo aveva salutato con calore:

-Eccellenza, che piacere rivederLa. Purtroppo devo scappare, ma mi farebbe molto piacere invitarLa a cena fuori, questa sera.-

-Eh, capisco, figliuolo, va’ pure. Immagino che sarai ancora impegnato con le benedizioni natalizie, con una parrocchia di queste dimensioni!-

Don Travet lo aveva guardato un po’ stupito, poi sul viso abbronzato era apparso un sorriso soddisfatto.

-Ma no, Eccellenza, per fortuna il problema delle benedizioni è acqua passata! Un collega del varesotto ha avuto una geniale idea, e io ho deciso di copiarla, così quest’anno, a novembre, ho distribuito un pratico kit per l’auto-benedizione, composto da una bottiglietta di acqua benedetta, un libriccino di preghiere, un lumino da accendere prima di iniziare e, naturalmente, una busta per le offerte. Fa-vo-lo-so! Non ha idea del tempo risparmiato!-

Cheddonna aveva annuito: anche lei aveva ricevuto quel kit che aveva mandato NonnaNenna su tutte le furie.

Loziovescovo era rimasto in silenzio, assorto.

-Un kit per l’auto-benedizione! Praticamente il fai-da-te della fede…-

Ripensava, incredulo, ai tempi in cui aveva conosciuto don Travet, allora giovane presbitero divenuto poi suo segretario personale, ai tanti momenti condivisi insieme. Poi, rivolto a Cheddonna:

-Non avrei mai pensato che quel ragazzo potesse fare una cosa del genere, lo avevo giudicato male…-

Poi, illuminandosi:-Certo, si vedeva che aveva stoffa da vendere, ma ha superato ogni aspettativa! Vedrai, farà molta strada, credi a me!-

Per chi volesse saperne di più, alcuni nomi presenti nel testo sono cliccabili, e riportano ad altri articoli.

 

Durante l’anno appena trascorso, alle riunioni del M.A.M.A., Cheddonna non aveva fatto altro che consolare madri afflitte, cercando di respingere con tutte le sue forze l’idea che presto sarebbe toccato anche a lei affrontare quel fatidico momento.

-Sai-, le aveva detto la Marty, una mattina di gennaio-da quel momento il Lolly non è stato più lo stesso. Pensa che adesso si fa chiamare “Lo-e-basta”!-, ed era scoppiata a piangere a dirotto.

-La Sissy mi ha detto che, d’ora in poi, non ha più bisogno che la accompagni in giro, al pomeriggio…-le aveva confidato sgomenta la Titty, ad aprile.

A giugno, poi, Laluisa era andata da lei in lacrime, dicendole che BimboX , da quel giorno in poi, si era rifiutato di indossare i vestiti di quando suo padre era ragazzo, che lei aveva scrupolosamente conservato in naftalina per tutti quegli anni!

Dopo le vacanze estive,  perfino Lastregadisopra si era lamentata con Cheddonna che Tuttasuopadre era cambiata, dopo…

Cheddonna aveva resistito fino al penultimo giorno dell’anno, quando il calendario appeso  in cucina le aveva rivelato a muso duro che l’indomani sarebbe stato il giorno tanto temuto.

Quella notte non aveva chiuso occhio, ripensando a quando lei e la Fulvia, tanti anni prima, aspettavano con ansia l’arrivo di quel giorno speciale. Erano sicure che, dopo, la loro vita sarebbe cambiata completamente, e invece non era successo niente di particolare, almeno non quel giorno.

Forse, in fin dei conti, quella data era solo una convenzione, un rito di passaggio stabilito a priori, una linea di demarcazione uguale per tutti, e proprio per questo, fittizia.

-Forse, in fin dei conti, per IlPrincipe non cambierà proprio niente, da oggi in avanti.-pensava Cheddonna, accendendo diciotto candeline sulla torta delle colline senesi che aveva preparato per il  suo compleanno, mentre la Tv di Stato trasmetteva il consueto discorso di fine anno del Presidente Mattarella.

-I giovani nati nel 1999 voteranno per la prima volta per eleggere le nuove Camere. Quelli nati cent’anni prima, nel 1899, andarono in guerra e molti di loro morirono: non dimentichiamolo.-

Cheddonna pensava che, grazie al Cielo, i diciottenni come IlPrincipe non avevano una guerra da affrontare, ma che anche votare, al giorno d’oggi, specialmente se lo si fa per la prima volta, sia un po’ come andare in guerra.

Forse, in fin dei conti, per IlPrincipe sarebbe cambiato tutto, da oggi in avanti.

 

Mese per mese