Per me, uomo, “il mondo di Cheddonna” è stato un letto di chiodi.

All’inizio della lettura mi sono ritrovato a dirmi “non ce la posso fare!” perché, veramente, Cheddonna vive in un mondo totalmente opposto al mio, fatto di tante piccole punte che, una ad una, mi si infilavano nella carne man mano che cercavo di andare avanti, adagiandomi, supino, nella lettura.
Mi dicevo: “non può esistere una persona così!” ma soprattutto non riuscivo a vedere, al di là del mio naso, cosa potesse esserci più avanti, oltre la scelleratezza di usare il SUV per fare 100 mt di strada per accompagnare il figlio a scuola che, ovviamente, avrebbe ben potuto andarci da solo oltre che a piedi! Oppure alla incongruenza di mettere in lista nera il kebab dopo averne apprezzato ogni sfumatura di gusto.
Il tutto in nome di un perbenismo e una apparenza che trascendono tutto. Proprio tutto.
Eppure…questi piccoli chiodi, tutti insieme, ti accompagnano in una sorta di comodità che si riesce ad apprezzare solo dopo essersi completamente adagiati su questo letto rendendosi conto che, tutti insieme, sostengono il lettore in un comfort inaspettato. Tale da farti rimpiangere che, dopo l’ennesima stilettata, siano finite.
Scritto molto bene e con una scorrevolezza che trasporta il lettore tra le incongruenze di Cheddonna molto fluidamente, si fa apprezzare maggiormente quando si riesce ad individuare il quadro d’insieme allontanando lo sguardo dal singolo episodio per riuscire a capire, finalmente, come funziona il pensiero della protagonista.
E’ molto appropriato per un pubblico femminile che, certamente, si farà un sacco di risate.
Molto consigliato anche al pubblico maschile al quale si aprirà un mondo! Nota per i maschietti: non crediate che le donne siano tutte così, mi raccomando!
Grazie a Chiara per avermi aperto questa finestra sul mondo della sua Cheddonna!

Al principio c’era un blog, e dopo è nato un libro.
Io, da ragazza, guardavo molto volentieri la serie televisiva “I Robinson”, che narra la vita della famiglia, figli ed amici. La serie verte molto sulle battute fulminanti di Bill Cosby ma in generale sui contrasti e sui problemi portati dai figli adolescenti, e tocca delicati temi sociali.
Come Cheddonna.
Nella vita reale non sarà mai mia amica, siamo molto diverse. Però grazie alla sua ironia mi fermo a pensare di tante cose. Mi sento un po’ come Big Brother, leggendo sorveglio costantemente un gruppo di personaggi pittoreschi che popola il mondo di Cheddonna.
Sì, Cheddonna mi fa ridere, ogni tanto; ridere con le lacrime agli occhi. Facendo credere agli altri di stare bene. Ma in realtà noi sappiamo che i sorrisi sono finti e le lacrime sono vere.
Viviamo in una società dove apparire è più importante che essere.
Leggendo il romanzo di Stendhal, “Il Rosso e il Nero”, che consiglio a tutti i lettori che ancora non lo conoscessero, ho trovato una frase che riporto: “Eh, signori, un romanzo è uno specchio che passa per una strada maestra”.
Credo che essa (Cheddonna e il suo mondo) sia esattamente lo specchio della società italiana: una società dove i “furbi” si sprecano, dove chi fa il proprio dovere e ha l’orgoglio di dirlo in pubblico, spesso viene additato, volendo usare un eufemismo, come ingenuo;
dove l’abitudine di predicare bene e razzolare male è endemica;
dove per denaro si è disposti a fare tutto e, subito dopo, il contrario di tutto.
Non guardiamo solo lo specchio, concentriamoci invece su ciò che lo specchio riflette, ovvero la società in cui tutti noi viviamo.
Prendi uno specchio e guardati dentro immaginando di vedere un altro “tu”. E leggi il libro. Perché se lo merita.

Un mio sincero complimento va alla Arpeggio Libero Editrice, che con “Il mondo di Cheddonna” ha fatto un ottimo lavoro, a partire dal testo, pulito e curato, per finire con la magnifica copertina.

Il mondo della nostra mitica “Cheddonnaè un quotidiano e realistico mondo surreale. Chiara Pesenti sa dosare con notevole maestria la sua verve comica , la sua intelligente ironia, la sua profonda riflessione. Sì, perché con il sorriso e, meglio ancora, con il riso, si riesce ad esprimere, quando si è veri artisti, il proprio rapporto con la realtà esterna e a tante riflessioni è indotto il lettore il quale, ignaro del “gioco” della scrittrice, crede di trascorrere un placido momento di puro e semplice relax e invece… sorridendo , è condotto alla riflessione sull’assurdità di tanti momenti della propria vita.

Tutte noi siamo “Cheddonne”, qualcuna di noi ha un “Miomarito” e, alzi la mano chi non si è mai imbattuto nella “Stregadisopra”, moglie di “Quelverme”e madre di “Tuttasuopadre” E poi, che dire del nostro tenero pargolo “Ilprincipe”e del giardiniere “Heyfurbo” ? E mentre leggiamo, si affollano i personaggi più disparati nelle situazioni più esilaranti: “ NonnaNenna”, “ Cheddolce”, Tuttisuoi?”

Questi sono solo alcuni dei personaggi della nostra Chiara: una girandola coloratissima di caratteri, di tipi fissi che tanto ci assomigliano. Ha la vena della narratrice di favole, Chiara Pesenti.
Le favole di Fedro incarnano vizi e virtù in animali, Chiara tratteggia e dipinge con eccezionale bravura vizi è virtù in personaggi della vita di tutti i giorni. E poi, “Cheddonna” è un romanzo sapientemente costruito. Nella sua apparente frammentarietà, si snoda un motivo conduttore: la lucidità nell’osservare le contraddizioni del nostro esistere.

Per finire vorrei proporvi uno stralcio che mi ha letteralmente deliziata. Eccolo.
pensava Cheddonna e, avvicinatasi alla bambina, che aveva appena finito di bere un enorme bicchiere di coca-cola, le domandò, con voce flautata: «Qual è il tuo nome, bella bambina?». «Mi chiamo Tro…». Come in slow motion, Cheddonna vide la sua bocca aprir¬si per rispondere, il labbro superiore tremolare come in un cartone animato dei Simpson ed emettere il più so¬noro e potente rutto che avesse mai udito, insieme alle ultime due sillabe del suo nome.
Oppure:
il papa si farà portare una bottiglia di spumante (spumante, mica di champagne!) già aperta, per non sprecarne una nuova.
O ancora:
Quando quell’omone vestito di bianco si era affacciato al balcone, senza la stola e il camauro e con una modesta croce di ferro al collo, Loziovescovo era sobbalzato sulla sedia, agitato da sinistri presagi.
Oppure:
Eh, a quest’ora sono tutti a scuola. Tra poco Anchemiei andrà a prenderli. Io ho recuperato Adessobasta dal nido e ora, eccoci qui!» disse, tutto d’un fiato, mentre prendevano posto nell’ascensore.

Dovrei citarvi tutto il libro ma…fate prima ad acquistarlo. Piacevole, divertente. E serio. E’ un’opera seria quella di Chiara Pesenti. Del resto, il riso è una cosa seria.

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Se volessi recensire Il mondo di Cheddonna (ammesso che sia capace di recensire), scriverei così:

Per cominciare devo dire che ho conosciuto Cheddonna sul giornale della parrocchia e letto le sue avventure in episodi più o meno mensili. Quello che molti non sanno è che ogni numero del giornale ha un tema, cui si allineano tutti gli articoli, tra cui le storie di Cheddonna. Molte avventure di Cheddonna quindi, devono far riflettere su un argomento specifico, cosa che l’autrice ha sempre fatto con l’ironia e la delicatezza che la contraddistingue. È stata davvero una sorpresa vedere come tutte quelle storie (che si aprivano e chiudevano sul giornale) vivessero benissimo insieme in un perfetta armonia, suggerendo nuovi livelli di lettura.

Riconoscere in ogni racconto il tema cui era legato, apprezzando il suo valore di episodio di una vicenda più ampia – che scorreva fluida sotto i miei occhi, mi ha permesso di conoscere meglio Cheddonna, sentirla più vicina e prendere più confidenza con i personaggi che le ruotano intorno. Tornando a Il Mondo di Cheddonna, spicca la notevole capacità dell’autrice di trovare lo straordinario nella quotidianità: nelle avventure di Cheddonna si può riconoscere chiunque, la sua esperienza è comune a ognuno di noi. Esperienza che, però, l’autrice riesce ad allargare e arricchire con quel particolare che, magari andando troppo di fretta, non avevamo mai notato. Ci fa capire che il nostro mondo è più ampio di quanto non sembri e tutte le persone che incontriamo sulla nostra strada (non solo metaforicamente) possono cambiarci e meritano la nostra considerazione; non ci sono posizioni giuste o sbagliate a priori ma un mondo intero con cui fare i conti e diverse occasioni per tirare fuori il meglio di noi.

Chiara è uno di quegli scrittori che arriva (così si indica un certo tipo di scrittura in pubblicità – quando ti dicono che quello che scrivi arriva puoi anche stappare lo champagne): arriva a farti riflettere dove vuole lei, per poi lasciarti un messaggio completamente aperto alle tue conclusioni.
Eppure mi sembra tutto ancora incompleto, per questo non avevo ancora recensito il libro. Poi, finalmente ho capito perché non mi sembrava giusto parlare di Cheddonna in questi termini: stavo cercando di inquadrarlo semplicemente come uno dei tanti libri letti su cui esprimere un parere. A dire il vero non ho finito di leggere Cheddonna, il libro non si è concluso a pg. 248 ma continua nella realtà. Una realtà che si muove, un blog che coinvolge e accoglie persone educate e intelligenti, in grado di confrontarsi con garbo e rispetto, anche sui temi che spaccano e dividono.

Da questa realtà è nato il M.A.M.A (Movimento Anonimo Mamme Apprensive), dove non ci sono fazioni né posizioni difese da trincee di pregiudizi: solo la voglia di dialogare, trattando argomenti seri (o meno) con il solo scopo di conoscere e arricchire l’esperienza di genitore, non per affermare un’idea su sull’altra. Si scambiano idee per capire come affrontare al meglio importati temi di attualità e le sfide che il mondo moderno ci presenta, emergono nuovi spunti di riflessione, suggerimenti/indicazioni utili e divertenti.
Quello che ammiro di Chiara, e che rende unica Cheddonna, è la capacità di creare coesione, con l’atmosfera allegra e conviviale del pranzo della domenica (che sia un pasto degno di NonnaNenna, un preparato di rosticceria o la più alta espressione della cucina di sussistenza) nonostante le differenze tra gli ospiti. Il tutto senza perdere la propria personalità e il proprio punto di vista originale e profondo.
Un solo appunto all’autrice: attendo trepidante nuove pubblicazioni sul blog cucina di sussistenza. In un’epoca in cui tutti postano foto di #qualsiasicosabbianonelpiatto#, (cercando plausi per aver preparato una mera zuppa di fagioli che mia nonna faceva quando non aveva voglia di cucinare), Cheddonna ha il coraggio di parlare a noi che (prese dai mille impegni della giornata) #cibastasfamaretuttieandarealetto#, preferibilmente sporcando meno piatti possibili.

Copertina a cura di Francesco Agosti
Copertina a cura di Francesco Agosti

Proprio oggi il mio computer ha deciso di fare i capricci e ho dovuto organizzare il tutto su quello del mio compagno, che in queste quasi due ore dovrà farne a meno perché l’ho sequestrato ahahahah (Risata maligna).

Sono particolarmente contenta di ospitare Chiara Pesenti, perché quando iniziai a leggere i suoi racconti, appassionandomene tanto e subito, non sapevo che li avrei ritrovati tutti in un libro e pubblicato dal mio stesso editore.
Ed ecco la mia copia 🙂 Chiara non sa, ma l’ho iniziato a leggere in auto mentre l’elettrauto caricava la batteria alle 8 di mattina sul Lungomare di Napoli.

Ma iniziamo subito con una breve introduzione, poi l’intervista, alla fine della quale potete intervenire con le vostre domande. Chiara sarà online con noi dalle 17:30 alle 19. Per le domande che arriveranno dopo, avviserò io l’autrice in un secondo momento.
L’ironia è un’arte quando la si fa con classe, e Chiara Pesenti ce lo ha dimostrato nel suo libro “Il mondo di Cheddonna”: un libro che è uno spasso dal primo rigo all’ultimo, dove s’intrecciano verità quotidiane con battute di pura gaiezza.
Irriverente con garbo, sottilissima, ma pungente, Cheddonna ha il fascino della sobrietà ed è tutta piena di sé. Bella e intelligente. Tutta casa e amiche, ma… divertente da non mollare il volume per nulla al mondo! Per ridere, ridere e ridere ancora. Incontrerete personaggi come Lastregadisopra, L’inquietantevicinodicasa, Quelverme, Tuttasuopadre, Miomarito, IlPrincipe, Losplendido e tanti altri. Già a leggere la presentazione dei personaggi vi divertirete, garantito.
Ma com’è nato questo libro? Dovete sapere che Il mondo di Cheddonna è approdato come prima tappa sul sito mEEtale, una comunità di lettori e scrittori, dove, sotto mentite spoglie, ma non troppo, girovaga, a volte rumoroso, a volte silenzioso, Fabio Dessole di Edizioni Arpeggio Libero ed è stato proprio lui a contattare Chiara per la pubblicazione del libro e io ho contattato lui, chiedendo che cosa lo ha colpito de “Il mondo di Cheddonna”: l’originalità. Ed è effettivamente così. Ma attenzione, in questo libro l’autrice tratta anche tematiche che riguardano molto da vicino il nostro mondo, che per l’originale modo di rappresentarle, restano impresse nei ricordi.
E ora L’Intervista all’autrice 🙂

Ciao Chiara e benvenuta nel mio blog. Leggiamo dalla biografia… un marito, quattro figli, due cani e due tartarughe… direi Cheddonna! … Ma mi viene da chiedere, quando trovi il tempo di scrivere?

Ciao, Annalisa! In effetti il tempo per scrivere non è moltissimo, anche perché cerco di farlo quando sono sola, per non rubare spazio alla famiglia e al lavoro. Per fortuna hanno inventato il tele-lavoro e ciò mi permette di ritagliare delle ore per la scrittura quando i ragazzi sono a scuola.

Cosa dà ad una donna sposata e madre, concedere del tempo anche a sé stessa?

Credo sia fondamentale regalarsi del tempo, anche poco, per stare bene con sé stessi e non perdersi nei mille impegni di ogni giorno. Per farlo bisogna rinunciare ad avere il controllo su tutto, imparare a delegare qualcosa, a costruire “reti” di aiuto reciproco con altri genitori e a chiudere gli occhi su una casa imperfetta e, spesso, su quella che io chiamo “cucina di sussistenza”. Per fortuna i miei sono molto tolleranti, su questo!

Hai una passione sfrenata per i libri. Quale genere preferisci leggere e quale libro ha lasciato un’impronta importante nel tuo cuore?

Principalmente romanzi, anche se con Pirandello ho scoperto la bellezza dei testi teatrali. Quando un autore mi conquista cerco di leggere tutto ciò che ha scritto. È stato così per Calvino, Hesse, Marquez, la Allende, Pennac. Amo molto anche autori come Saramago, la Mazzantini e la Mazzucco. Ultimamente leggo spesso autori poco conosciuti, perché mi incuriosisce tutto ciò che è nuovo. Il mio libro “del cuore”, però, resterà sempre “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupery, una fiaba trasversale, che ha il pregio di parlare, a diversi livelli, a piccoli e grandi. Pensa che lo colleziono in tutte le lingue del mondo e, per ora, ne ho una trentina di edizioni, perfino in dialetto meneghino!

Prima di addentrarci nel mondo di Cheddonna, hai scritto altro?

Da giovane scrivevo poesie piene di pathos, che oggi mi fanno un po’ sorridere. Crescendo ho scritto essenzialmente racconti brevi, alcuni seri, a volte drammatici, altri più ironici, sullo stile di Cheddonna, appunto.

“Il mondo di Cheddonna” è il tuo libro d’esordio. Come è nata Cheddonna, da cosa hai preso spunto?

Cheddonna è un personaggio nato inizialmente come lo stereotipo di un certo tipo di donna radical chic, snob e un po’ prepotente che mi trovavo spesso a frequentare e da cui volevo in qualche modo prendere le distanze. Piano piano, però, scrivendo di lei, ho imparato ad amare alcuni dei suoi difetti, e a scoprire lati del suo carattere sorprendentemente contraddittori. Non dimentichiamo che l’unica a prendersi cura della nonna ultranovantenne è proprio lei!
Gli spunti per scrivere le sue avventure arrivano spesso dalla realtà o da racconti di amici; qualche volta dall’attualità.

Quale tematiche affronti nelle avventure quotidiane di Cheddonna?

Al centro delle avventure di Cheddonna c’è l’ “umanità” in tutti i suoi aspetti relazionali e sociali; attraverso i suoi occhi vengono analizzati, col filtro dell’ironia, i rapporti tra moglie e marito, quelli tra madre e figlio, le piccole rivalità tra sorelle, le relazioni con i vicini di casa, ma anche tematiche più serie come l’educazione dei figli, la diversità , l’integrazione, il mobbing, la separazione e la vecchiaia.

Quanto c’è di te in lei? E le tue amiche sono anche un ottimo spunto?

La Cheddonna dei primi racconti, come dicevo prima, era molto diversa da com’è ora, era più un “tipo” che una persona. Nel corso degli anni e dei racconti, la sua personalità è diventata più complessa, proprio perché composta dai tratti di molte persone reali e, proprio per questo, credo che ora sia più facile riconoscersi in lei. In alcune delle sfaccettature del suo carattere, spero non quelle peggiori, c’è sicuramente anche un po’ di me. Per quanto riguarda le mie amiche, e in generale le persone che mi stanno intorno, vale ovviamente la frase “ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale”, anche se, pensandoci bene, ho trovato su internet una maglietta con la scritta “Sono uno scrittore, tutto quello che dici o che fai potrebbe essere usato in uno dei miei racconti” e pensavo di indossarla quest’estate…

Progetti in cantiere?

Ho cominciato da qualche mese a scrivere un romanzo, che potrei definire “psicologico”, se non detestassi le etichette di qualunque tipo e, contemporaneamente, continuo ad aggiornare il blog di Cheddonna; chissà che, prima o poi, non esca anche il secondo volume delle sue avventure!
Grazie Chiara e ora divertitevi a torturarla con mille domande.

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