Da qualche mese Cheddonna aveva cominciato a pubblicare un blog di cucina, “Oui, je suis Cheddonna”, ma il suo sogno era sempre stato quello di scrivere un libro  di ricette. Del resto, pensava, se l’hanno fatto la Parodi e la Clerici, perchè non potrei riuscirci anch’io?
IlPrincipe, sghignazzando, le aveva detto che solo se avesse vinto un’edizione di “Bake off” avrebbe avuto una speranza di pubblicare il suo libro, ma che ciò era assolutamente impossibile, date le sue scarse doti culinarie. Forse, se mai avessero pensato a un’edizione speciale di “Bake off surgelati”, avrebbe avuto qualche chance.
Miomarito, diplomaticamente, era rimasto in silenzio, ma si sa che chi tace acconsente.
Cheddonna non si era data per vinta e aveva bussato a molte porte, ricevendo, come tutti gli autori esordienti, secchi rifiuti e anche qualche lusinghiera proposta. Peccato che queste ultime prevedessero l’acquisto, da parte dell’autrice, di tutte le copie stampate.
Finché, un giorno, la casa editrice Thot  l’aveva contattata per proporle una collaborazione.
“Siamo molto interessati alla sua opera”le aveva scritto Leditore, proponendole un incontro per discutere dei particolari.
Cheddonna era al settimo cielo. La casa editrice Thot era la stessa che aveva pubblicato “Lettere da ritrovare“, di Wingardium Gavioso, un libro che l’aveva letteralmente stregata, facendola sentire come sospesa a mezz’aria. Ed era esattamente così che si sentiva ora.
Finalmente,  una vera casa editrice riconosceva  il suo talento!
“Si accomodi, Cheddonna” le aveva detto Leditore, un uomo con occhi e capelli fiammeggianti.
“La nostra casa editrice ha diverse collane: romanzi, gialli, poesia e anche divulgazione scientifica. Io stesso ho recentemente composto  un poema cavalleresco in ottave ambientato nel mondo dei primati “Il babbuino furioso”, che uscirà a breve.Ma veniamo a noi: come le dicevo, abbiamo trovato il suo libro interessante, irresistibile, direi.”
Cheddonna lo ascoltava, rapita.La sua autostima stava raggiungendo vertici assoluti.Chissà che faccia avrebbero fatto, IPrincipe e Miomarito!
“La sottile ironia di quelle ricette improponibili, in un panorama letterario ormai saturo di libri di cucina di ogni genere è semplicemente fantastica! Brava, la sua è un’idea vincente!Potremmo intitolarlo ‘La cucina di sussistenza di Cheddonna’ e naturalmente inserirlo nella nostra collana di libri comici. Sarebbe un’ottima strenna natalizia, non le pare?”
“Improponibili? Le mie pennette al tonno ‘Ultima spiaggia‘ condite con una scatoletta di tonno versata sulla pasta appena scolata e i miei medaglioni ‘Ice and fire’ scottati in padella ancora surgelati? Ma se IlPrincipe e Miomarito li mangiano tutti i giorni !”pensava Cheddonna, piccata.
Ma poco importava, del resto “non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, ma questo, a Miomarito e IlPrincipe, non lo avrebbe detto.

3 comments

  1. La ricetta dell'”Ultima spiaggia” è da prendere in considerazione seriamente. Io so far bollire l'acqua e senz'altro posso trovare qualcuno che apra la scatoletta di tonno. Grazie Cheddonna.

  2. Grazie, Alessandra! Per dare a Cesare quel che è di Cesare devo dire che l'idea del “babbuino furioso” me l'ha suggerita mio marito, mio grandissimo “Muso ispiratore” 🙂

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